Corriere della Sera, 11 febbraio 2026
L’ex ceo di Google e Gloria: la coppia di 70 e 27 anni è un caso per la Germania
Sulle nevi di Davos ha fatto esordio una strana coppia. Eric Schmidt, 70 anni, leggendario ex Ceo di Google, si è presentato fianco a fianco con Gloria-Sophie Burkandt, 27 anni, che ha un suo discreto seguito in Germania. Modella, socialite, soprattutto figlia di Markus Söder, il popolare e potentissimo governatore della Baviera: insomma, la versione tedesca di «figlia di…», famosa soprattutto per essere famosa.
La storia è piaciuta così tanto che Bild le ha dedicato una bella parte della prima pagina, non senza aver indagato i trascorsi dei due e stabilito che fanno coppia fissa da mesi: California, India, l’Europa. Né Gloria-Sophie ne fa mistero, visto che ha pubblicato diversi post su Instagram.
Schmidt è uno dei più curiosi personaggi del tech e, in senso lato, della politica degli ultimi tre decenni, con una fortuna personale di 37 miliardi di dollari. È regolarmente sposato dal 1980 con Wendy Schmidt, con cui si è fatto fotografare insieme nel 2025 al gala d’arte e cinema del LACMA a Los Angeles. Ma secondo i media americani, Eric e Wendy vivono da molti anni in una sorta di «matrimonio aperto». Come scrive il New York Post di Rupert Murdoch, vero riferimento globale del gossip, citando un confidente del magnate: «È noto da anni che gli Schmidt abbiano questo “accordo”. Eric Schmidt si mostra regolarmente con donne più giovani, ma non si tratta di vere relazioni o di un rapporto di coppia». L’insider aggiunge: «Si tratta di esibizione. Il trofeo definitivo per i nerd è andare a letto con donne che nei loro primi trent’anni non li avrebbero mai considerati». L’ultima relazione aperta di Schmidt, con Michelle Ritter, 31 anni, è finita quattro anni fa in tribunale.
Ma Schmidt è anche un nerd della politica. È stato uno stretto confidente di Henry Kissinger, che ha introdotto all’intelligenza artificiale tanto che i due hanno scritto insieme un libro sul tema. Ed è stato il superconsigliere di Barack Obama alla sua rielezione nel 2012, in un episodio che allora fu solo marginalmente capito, spiegato magistralmente da Giuliano da Empoli nel libro L’ora dei predatori: fu l’artefice della campagna digitale che prese di mira i singoli elettori incerti negli Stati chiave, con un micro-targeting elettorale sul web mai sperimentato prima. Obama vinse quell’elezione con facilità.
Gloria-Sophie Burkandt, invece, è una piccola celebrity tedesca, figlia del politico dal talento istintivo e ambizione smisurata e incompiuta, il ministro-presidente della Baviera Markus Söder. Söder guida l’unico partito-sistema rimasto in Germania, la CSU, che controlla ininterrottamente dal dopoguerra il Land più ricco del Paese, con un consenso elettorale di poco inferiore al 40%. È anche il politico che più ha flirtato con il populismo, sempre però capace di uscirne con una battuta pronta e distensiva, e che sa unire la buona amministrazione (esemplare la sua gestione del Covid) con una notevole presenza scenica. Mirabili le mise di Söder per carnevale. Quest’anno un Highlander irlandese (un vago cenno ai vichinghi in salsa anti trumpiana?), ma il miglior travestimento è stato Elvis Presley, con tutina aderente e giganteschi bassettoni. Coltiva da sempre il sogno di diventare cancelliere, che però per un bavarese – visto il sistema partitico tedesco, dove nel resto del Paese c’è la CDU – è un’impresa quasi proibitiva.
Di fronte a tanto padre, Gloria-Sophie – che Söder adora – ha faticato a trovare la propria strada. È andata a vivere a New York, ha fatto la modella (è alta 1,85 cm), ha avuto un passaggio all’università di Harvard – dove pare aver incontrato Eric Schmidt —, si dedica alla filantropia e alle organizzazioni benefiche che fanno studiare i bambini. Ha partecipato a un reality trash, Deutschland dümmster Promi, il vip più scemo della Germania, dove non ha brillato per acume. Memorabili le difficoltà a spiegare cosa volesse dire SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands), che lei ha definito «socialistica», e una certa esitazione nel far di conto, quando è stata stracciata dall’ex calciatore Mario Basler (che invece è bravo con i numeri, perché – sosteneva – tiene lui i conti quando gioca a briscola con i compagni di nazionale). Di quella partecipazione televisiva non avvertì il padre, che gliel’avrebbe sconsigliata. Ma che le perdona tutto.
Markus Söder e Eric Schmidt si conoscono da anni. Schmidt è un regolare visitatore della Conferenza di Monaco, che inizia venerdì. Chissà se si vedranno anche quest’anno.