il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2026
Furti ai deputati alla Camera, tolte le chiavi dalle cassette della posta: parlamentari in tilt
Da qualche giorno i deputati che vogliono accedere alla propria cassetta di posta a Montecitorio non possono farlo. Almeno autonomamente, com’è sempre avvenuto. In diversi hanno scoperto la cosa andando ad aprire la propria cassetta vetrata nella stanzone di fronte al Transatlantico e l’hanno trovata chiusa. Niente lettere, né biglietti da visita, inviti né tanto meno regali. Per averli devono fare la fila per chiedere la chiave all’addetto di poste che, nel migliore dei casi, “presta” loro il lucchetto, oppure apre il contenuto davanti a tutti i colleghi. Una trafila che ha mandato in tilt molti deputati che non erano a conoscenza della novità e si sono trovati smarriti alla ricerca delle chiavi per poter accedere alla corrispondenza personale e istituzionale.
Ma non è stata una novità introdotta per caso. E qui il mistero si infittisce. La decisione che, spiegano fonti della Camera, non dipende da Montecitorio ma da Poste che ha la competenza sulla corrispondenza dei deputati, è stata presa dopo diverse segnalazioni di furti o di oggetti e lettere smarrite avvenute nelle ultime settimane. Soprattutto a ridosso delle vacanze di Natale, periodo migliore per ricevere biglietti d’auguri e regali. Non si sa chi sia stato a segnalare lo smarrimento ma diversi deputati hanno fatto sapere all’ufficio di aver perso lettere o oggetti che avevano ricevuto oppure che erano stati annunciati e non sono mai arrivati, spiegano fonti a conoscenza della questione. Così, dopo aver consultato i questori della Camera, è stato deciso di togliere le chiavi dalle cassette della posta per evitare che il primo parlamentare qualunque – o anche addetto ai lavori – potesse aprirle e trafugarne il contenuto, qualunque esso fosse.
In teoria tutti i deputati hanno diritto alla propria chiave per aprire la cassetta della posta, come avviene per i cittadini comuni nelle proprie abitazioni. Molti parlamentari però non le hanno mai ritirate e la prassi è stata a lungo quella di lasciarla esposta all’esterno, inserita già nella toppa, per velocizzare le operazioni essendo la Camera un luogo protetto e dove capita di rado che sia frequentata da persone comuni. Adesso le chiavi sono state tolte e saranno o restituite ai singoli parlamentari (che dovranno ricordarsele) oppure sarà il funzionario di Poste ad aprire il contenuto su richiesta.