repubblica.it, 10 febbraio 2026
Ponte sullo Stretto, la nuova delibera solo a giugno
Non è “azzerato”, come dice Matteo Salvini, ma poco ci manca. Per sbloccare l’iter del ponte sullo Stretto serviranno quattro mesi. Tra l’altro solo per arrivare a scrivere la nuova delibera Cipess – l’atto che serve per avviare i cantieri – su cui dovrà poi esprimersi la Corte dei conti. A riconoscere che ci vorrà tempo per la riabilitazione del progetto del collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia è lo stesso governo. Anzi lo mette nero su bianco. Lo fa nella relazione illustrativa al decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri.
Nel documento – visionato da Repubblica – che accompagna la versione del provvedimento approvato dai tecnici del pre-Consiglio è indicata una data: il 31 maggio. È la scadenza fissata per “la fase conclusiva del procedimento”. Nello specifico per l’adozione e la trasmissione della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile alla Corte.
Nel testo compare anche un’altra data: il primo luglio. Anche in questo caso il termine è legato a un altro adempimento: l’invio alla magistratura contabile del decreto di assenso all’atto aggiuntivo insieme all’accordo di programma. Anche questi atti saranno sottoposti al giudizio della Corte: i giudici, infatti, dovranno pronunciarsi sulla “conformità a legge” di questi provvedimenti.
Conti alla mano, nella migliore delle ipotesi, considerando che la Corte ha trenta giorni di tempo per esaminare entrambi i documenti (la delibera Cipess e l’atto aggiuntivo), la decisione non arriverà prima di agosto, se i magistrati contabili non faranno rilievi. In caso contrario, i tempi si allungheranno di almeno trenta giorni.
Quella del governo è una corsa contro il tempo. Ma la strada è tutt’altro che in discesa. Per arrivare alla nuova delibera Cipess, infatti, dovrà mettere in fila nove documenti. Per prima cosa, come si legge nella relazione, i tecnici del Mit dovranno “aggiornare il piano economico-finanziario” della società Stretto di Messina. Serve anche il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) sulle tariffe di pedaggio. A seguire “un ulteriore e qualificante passaggio istruttorio”: il progetto sarà sottoposto al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che dovrà esprimersi nel merito.
Altri adempimenti: un decreto del ministero dell’Ambiente per “la ricognizione delle valutazioni ambientali e dell’incidenza sui siti protetti in cui si trovano un tipo di habitat naturale o una specie prioritari”. Il provvedimento serve ad adeguarsi alla direttiva europea “Habitat”: occorrerà dimostrare, di nuovo, che c’è un interesse pubblico superiore ai vincoli ambientali. Ancora: un provvedimento del Mit per individuare “le conseguenze sulla salute dell’uomo e sulla sicurezza pubblica attese dalla realizzazione dell’opera”.
Sulla base dei risultati di queste due “indagini”, il governo dovrà poi varare un decreto per indicare appunto i nuovi “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”.
Il ministero delle Infrastrutture dovrà anche svolgere gli adempimenti istruttori per “un dialogo strutturato” con la Commissione europea: “La disposizione – si legge in un passaggio del documento dell’esecutivo -risponde all’esigenza, emersa anche in sede di controllo, di assicurare l’unitarietà e la coerenza della posizione nazionale nel confronto con le istituzioni unionali”.