Corriere della Sera, 10 febbraio 2026
Uso della forza? Il «sì» cresce anche a sinistra
Sì a un maggior uso della forza contro i manifestanti nelle piazze, anche se non violenti. In aumento la quota di persone che considera legittima la repressione nei confronti delle proteste. Soprattutto se di centrodestra, ma anche nel centrosinistra il garantismo cala. È quanto risulta dalla ricerca dell’Osservatorio monitoring democracy dell’Università Bocconi svolta insieme a Swg, su un campione di 2.010 persone rappresentativo della popolazione italiana, svolta tra gennaio e ottobre 2025. La tendenza alla «tolleranza zero» salta all’occhio nel confronto con il 2024. Lo spostamento più marcato appare tra gli elettori di destra, con circa la metà di quelli di FdI e Lega, e quasi il 40% di quelli di Forza Italia, che in piazza in occasioni di protesta pubblica si dicono d’accordo a giustificare l’uso della forza, non solo di fronte ad atti violenti, ma anche se di fronte ad atti che non lo sono, là dove avvengano violazioni della legge. Gli elettori azzurri, per il 49,3%, accettano poi cariche e uso di idranti solo se di fronte a manifestanti lanciati allo scontro (59% nel 2024). Sempre meno, inoltre, la disponibilità ad accettare interventi di polizia e carabinieri limitati ai casi di «grave pericolo di vita» nei loro confronti: da 9,5 a 6,8% per gli elettori di FdI, i quali concedono appena il 2,1% (era il 4,5%) nel dire no alla violenza contro i manifestanti «in qualsiasi circostanza» si trovino. A sinistra, invece, sebbene l’impostazione rimanga più garantista, è registrato in calo il rifiuto alla violenza «in qualsiasi caso». Solo il Pd (24%) e gli astenuti (30%) mantengono un rigetto stabile «qualunque sia la circostanza». Avs non ha nessuno disponibile ad accettare interventi tout court, M5S vanta il più alto consenso (52,2%) da parte dei propri elettori per forme repressive circoscritti ai soli episodi in cui i manifestanti sono violenti. La generale crescita del consenso per le maniere forti da parte delle forze dell’ordine e per la maggiore tolleranza per reprimere viaggia insieme a una mobilitazione civile in Italia sempre più debole. È stato calcolato che circa il 63% degli cittadini non ha mai protestato a una manifestazione e non intende farlo, mentre appena il 2,5% partecipa abitualmente.