Corriere della Sera, 10 febbraio 2026
Ue, la volata di Roma e Berlino per dare più potere agli Stati
È una linea stretta quella su cui cammina la Commissione europea per rilanciare la competitività del Vecchio Continente, elemento essenziale per garantire l’indipendenza dell’Unione, perché il punto di arrivo sui vari dossier sembra essere la «cooperazione rafforzata» tra gli Stati membri, ovvero soluzioni à la carte tra le capitali che ci stanno e dunque non necessariamente a Ventisette.
Nella lettera che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha inviato ai leader in vista del «ritiro» sulla competitività di giovedì, convocato dal presidente del Consiglio europeo António Costa nel castello di Alden Biesen, a una ottantina di chilometri a est di Bruxelles, viene spiegato chiaramente che «l’ambizione» è procedere a Ventisette ma che non bisogna essere «timidi» e se necessario usare la possibilità offerta dai Trattati della «cooperazione rafforzata», un’integrazione avanzata con almeno nove Stati membri. Tesi sostenuta anche da Mario Draghi nel suo Rapporto sulla Competitività e da lui rilanciata di recente con la formula di «federalismo pragmatico». L’ex premier italiano parteciperà alla sessione del mattino della riunione al castello di Alden Biesen mentre l’ex premier Enrico Letta, autore a sua volta di un Rapporto sul Mercato unico, interverrà a quella del pomeriggio.
L’obiettivo del ritiro è elaborare un’agenda chiara con impegni concreti dopo anni passati a riflettere e a discutere sul completamento del Mercato unico, dell’Unione del Mercato dei capitali o dell’Unione dell’energia. Da un lato c’è la necessità di semplificare, snellire, accelerare (ripetuto come un mantra da almeno un anno). Dall’altro c’è il processo decisionale che riconosce ad ogni istituzione Ue – Commissione, Consiglio e Parlamento – un ruolo e che talvolta si inceppa.
Di recente alcuni Stati, a partire dalla Germania, sono stati infastiditi dal Parlamento europeo per le decisioni sul Mercosur e, in precedenza, sulla semplificazione delle regole verdi a carico delle aziende. Con Donald Trump alla Casa Bianca, che ha messo sotto tensione la relazione transatlantica, e con importanti elezioni alle porte (in primavera in Ungheria, il prossimo anno in Francia, Italia, Polonia), le cancellerie non sembrano più disposte a mediare. Germania e Italia lo hanno esplicitato nel documento sulla competitività concordato in occasione del bilaterale tra Friedrich Merz e Giorgia Meloni a Roma il 23 gennaio. E su quella scia hanno convocato un pre-summit giovedì, con il sostegno anche del premier belga Bart De Wever. Vi parteciperanno numerosi Paesi, tra cui la Francia, presenza non scontata visto che in questa occasione Parigi è stata sostituita da Roma nella relazione preferenziale con Berlino. Un cambio che a Bruxelles è stato notato. È attesa una partecipazione ampia, che include anche l’Olanda, i Nordici, i Baltici, la Polonia.
Nel documento di Italia e Germania, molto articolato, colpisce la parte sulla semplificazione perché di fatto viene proposto di mettere Commissione e Parlamento sotto la «tutela» degli Stati, in nome dell’efficienza legislativa. Per Roma e Berlino c’è un urgente bisogno di «discontinuità», che si traduce nel ritiro delle numerose iniziative della Commissione bloccate nelle procedure legislative e definite «iniziative “zombie”». Ma soprattutto chiedono «un monitoraggio e una valutazione sistematici degli emendamenti proposti dai co-legislatori (Parlamento e Consiglio, ndr) nel processo legislativo, per verificare se le modifiche proposte comportino oneri aggiuntivi e/o violino i principi di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione». Oltre a un «freno d’emergenza» con la possibilità di intervenire quando l’attività legislativa preoccupa per gli «oneri amministrativi aggiuntivi per imprese e autorità nazionali». Inoltre viene specificato che «la semplificazione è una questione che riguarda i capi di Stato o di governo» e a von der Leyen è chiesto «di riferire d’ora in poi al Consiglio europeo».
I temi del ritiro sono numerosi: dal 28esimo regime europeo per registrare in due giorni le start-up e le scale-up per facilitare l’attività transfrontaliera all’integrazione dei mercati finanziari, dalla semplificazione normativa alla diversificazione dei mercati e agli investimenti nell’IA.