ilmessaggero.it, 9 febbraio 2026
Paolo Petrecca, protesta dei giornalisti di RaiSport: via le firme dai servizi e 3 giorni di sciopero dopo le Olimpiadi
Da una parte i successi italiani, con il numero di medaglie record (9 in due giorni, terzi nel medagliere ma primi come numero di medaglie). Dall’altra l’epic fail della telecronaca della cerimonia d’apertura da parte di Paolo Petrecca, direttore di RaiSport. In attesa del colloquio tra il giornalista e il dg aziendale Giampaolo Rossi – a Petrecca dovrebbe essere tolta la “conduzione” della cerimonia di chiusura – si muovono i giornalisti di RaiSport con un comunicato durissimo e una protesta formale: via le firme dai servizi, telecronache e collegamenti in diretta sulle Olimpiadi invernali.
Scrive la redazione sportiva della Rai: «Da 3 giorni siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso e non per colpa nostra. È tempo di far sentire la nostra voce perché siamo di fronte alla figura peggiore di sempre di Raisport all’interno di uno degli eventi più attesi di sempre, l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina».
Poi l’annuncio: «Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di Raisport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento».
Un comunicato sindacale sarà letto in tutti i tg olimpici e nelle varie trasmissioni che si occupano di Olimpiadi invernali. E per fugare ogni dubbio rispetto all’iniziativa aggiungono: «Questa – proseguono i giornalisti della testata Rai – non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico. Al termine dei Giochi attueremo il mandato di 3 giorni di sciopero che la redazione ha votato dopo la doppia bocciatura del piano editoriale del direttore». Il futuro di Petrecca, finora sempre difeso a spada tratta dal centrodestra, è sempre più in bilico.