ilmessaggero.it, 9 febbraio 2026
Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce: l’inseguimento, gli spari con i carabinieri e quell’auto rubata alla polizia. Tre arresti
Una mattinata di terrore, fuoco e spari. Hanno rischiato la vita i due carabinieri a bordo della pattuglia intervenuta dopo l’assalto al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce: un proiettile ha attraversato l’abitacolo dal lato conducente fino al lato passeggero, in pratica sfiorando i militari. E con loro anche un collega libero dal servizio: è stato speronato e buttato fuori strada mentre si era messo all’inseguimento.
È successo tutto nelle fase concitate seguite all’assalto del furgone portavalori. L’allarme lanciato dalle centrali operative dei comandi provinciali di Brindisi e di Lecce dei carabinieri ha fatto confluire nella zona le pattuglie in servizio. Una “gazzella” in dotazione alla stazione di Cellino San Marco, un’auto standard e, dunque, priva delle strutture antiproiettile, ha intercettato tre auto in fuga verso il Nord Salento. I malviventi alla vista del mezzo con i colori istituzionali dell’Arma non avrebbero avuto remore ad aprire immediatamente il fuoco. La tragedia non si è consumata solo per un caso fortuito perché uno dei proiettile ha forato il vetro del conducente sfiorando sia il capo pattuglia che l’assistente. Secondo fonti investigative, una delle auto usate dai banditi è una macchina rubata alla polizia.
Nel corso dell’inseguimento si è inserita anche l’auto di un carabinieri di rientro a casa al termine del turno di lavoro di notte: si è lanciato all’inseguimento mettendo a repentaglio la vita. Armata e senza scrupoli, quella banda ha impiegato la mole delle Alfa Romeo Stelvio per speronare e buttarlo fuori strada. La corsa del commando è stata poi in parte bloccata nella zona di Campi Salentina dalle pattuglie dell’Arma: tre arresti.