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 2026  febbraio 09 Lunedì calendario

Matteo Angeletti: "Il nostro Tommaso capisce tutto sa che ha una mamma d’oro Tanti sacrifici ma ne vale la pena"

«Mamma?», chiede Tommaso. «È al lavoro, torna dopo», risponde il papà, Matteo Angeletti. Il marito di Francesca Lollobrigida, oro e record olimpico nei 3000 metri di pattinaggio, risponde al telefono da Milano mentre cerca di tenere a bada il figlio di quasi tre anni. Lo stesso bambino che ha commosso molti quando, avvolto dalla mamma in una bandiera tricolore, sabato ha festeggiato il successo di Lollobrigida ai Giochi di Milano-Cortina. Successo che l’atleta voleva a tutti i costi festeggiare con il figlio. Lo ha tenuto con sé ogni volta che le è stato permesso: in pista non è potuto arrivare, ma chiunque abbia intervistato Lollobrigida ha dovuto passare il microfono anche a Tommaso, avvinghiato alla mamma.
Lollobrigida arrivava da un periodo difficile: la gravidanza, qualche problema fisico e la tentazione del ritiro. «Non è stato facile, ma era volontà di tutti raggiungere l’obiettivo», racconta Angeletti, anche lui con un passato da pattinatore e preparatore atletico. Un lavoro di squadra, quello di tutta una famiglia, per vedere Lollobrigida approdare sul gradino più alto del podio. E lo testimoniano anche le immagini dopo la vittoria: con la sorella Giulia che trasporta in braccio il nipote e i genitori, muniti di torta e candeline, pronti per festeggiare il compleanno della campionessa.
Ora Lollobrigida guarda alla prossima gara, i 5000 metri. Intanto Angeletti tiene d’occhio Tommaso. Durante la conversazione, deve spesso controllare che, giocando o correndo, non si sia fatto male: non sono le luci della ribalta a emozionarlo, conferma, è sempre stato piuttosto vivace.
Come avete vissuto, da papà e figlio, la gara e la vittoria?
«Credo che Tommaso ancora non si possa rendere del tutto conto di ciò che è successo. Era trasportato dagli eventi. Io ho vissuto con trepidazione la preparazione e con grande emozione la gara. Alla fine, è stato come se mi fossi tolto un peso».
Come mai?
«Inseguivamo questo risultato da quattro anni: dopo l’argento e il bronzo vinti a Pechino nel 2022, lo avevamo messo in programma. Poi, però, quest’anno le gare non andavano, il fisico non rispondeva e c’era un po’ di malumore. Non avevamo grosse aspettative. Puntavamo a un terzo posto: quei tre secondi che distanziavano Francesca dal podio rappresentavano un tempo ragionevole da recuperare. Il divario con la prima posizione ci sembrava troppo lontano».
E alla fine quella distanza è riuscita a colmarla. Anche grazie a un percorso fatto di grandi sacrifici, come la lontananza dalla famiglia...
«Il sacrificio è in primis di Francesca che deve rimanere a lungo lontana da suo figlio. Passa dai 230 ai 250 giorni all’anno fuori, tra impegni e allenamenti. Durante il periodo olimpico anche di più, perché aumentano raduni e gare. Ed è anche un sacrificio da parte nostra: come è normale, a Tommaso manca sua mamma. Ma sarebbe strano il contrario, secondo me».
E ve lo confessa quando ne sente la mancanza?
«Capita a volte che si svegli nella notte chiamandola. In generale, però, dopo qualche lamentela si calma subito. E così facendo ci aiuta molto. Sembra troppo piccolo per comprendere la situazione ma in realtà capisce tutto. Sa che sua mamma a volte non è a casa, ma sa anche che presto tornerà».
Nessuno ha mai provato ad appiccicarle addosso lo stereotipo di “mammo”?
«Non mi è mai capitato. Ma qualora dovesse succedere, non mi interesserebbe: io passo molto volentieri il tempo con mio figlio. Anche perché non mi occupo solo di lui durante la giornata».
È difficile riuscire a organizzarsi e spartirsi i compiti?
«Non è facile, ma senza aiutarci a vicenda sarebbe impossibile. Io cerco di suddividermi tra il lavoro alla Camera dei deputati e il tempo con mio figlio. Per fortuna, abbiamo anche il supporto dei genitori di Francesca. I miei vivono nelle Marche, troppo lontani da Ladispoli, ma cercano di fare il possibile per esserci nei fine settimana. E l’asilo ci dà una grandissima mano».
Cosa vi siete detti dopo la gara di ieri?
«Abbiamo ripensato a quando pensava di mollare. E ci siamo detti che certi sacrifici invece valgono davvero la pena».