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 2026  febbraio 09 Lunedì calendario

Jacob Elordi: "Isolato in mezzo ai boschi a leggere I libri accendono il mio amore per il cinema"

«Credo fermamente nel valore della rabbia. Penso che contenga passione e verità». Jacob Elordi si muove in modo lento, fluido. E ha una voce calma e profonda. Eppure i ruoli che sceglie sono completamente opposti a come appare nella vita reale. Dal giocatore di football Nate Jacobs della serie Euphoria (personaggio che ha ripreso nella terza stagione, in arrivo su HBO Max il 13 aprile) alla creatura di Frankenstein, l’attore non fa che portare sullo schermo sentimenti forti. Una scelta che ha pagato: il 2026 è infatti decisamente il suo anno. Ha appena ottenuto la prima nomination all’Oscar proprio per l’interpretazione del mostro nel film di Del Toro, in estate uscirà The Dog Stars di Ridley Scott, film post-apocalittico girato tra Roma e Abruzzo di cui è protagonista, e ora è pronto a far definitivamente innamorare il mondo di sé con Cime tempestose di Emerald Fennell, rilettura molto personale del capolavoro di Emily Brontë, in cui è Heathcliff. Margot Robbie è invece Cathy. Il film esce in sala il 12 febbraio, giusto in tempo per San Valentino.
Come nel romanzo, Heathcliff fa delle cose molto discutibili: «La passione lo porta a fare di tutto. E in un certo senso questo è molto romantico. Però capisco che se qualcuno prova a metterti un collare da cane forse è il momento di scappare via», dice Elordi ridendo. Pensato dalla regista come il Via col vento o il Romeo + Giulietta di questa generazione, Cime tempestose punta tutto sulla bellezza dei suoi interpreti, che sono continuamente avvolti da vento e pioggia: «Accanto alle telecamere c’erano dei ventilatori enormi accesi tutto il tempo», ricorda l’attore.
Ricercatissimo dalla moda, incarna un modello maschile allo stesso tempo moderno e antico: con il suo metro e novantasei di altezza ha una fisicità imponente, ma, almeno per ora, ha piegato il suo corpo sotto il peso di un tumulto interiore che appartiene più agli eroi romantici della letteratura dell’Ottocento che non alle star d’azione. Non è quindi un caso che abbia passato gli ultimi anni a studiare i testi di Mary Shelley e Brontë: «Sono ossessionato dai film da quando avevo 13-14 anni. Lo stesso vale per i libri. Quando Guillermo mi ha dato la sceneggiatura di Frankenstein per me è stato come avere davanti agli occhi un buffet pieno di dolci. Vivo in mezzo ai boschi e mi sono chiuso in casa, in completo isolamento, a leggere e contemplare la natura. In un certo senso ho vissuto come avrebbe fatto la creatura. Per me è così: non riesco ad accettare un progetto se non sento che accende in me la passione. E nei libri la trovo: per Frankenstein ne ho letti 15, anche non necessariamente legati alla storia di Shelley, come Gli strumenti del comunicare di McLuhan».
Non scherza. È stato fotografato più volte mentre compra libri in aeroporto e sui social è pieno dei suoi consigli di lettura. Un esempio: dopo aver visto Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson si è tuffato in Vineland di Pynchon: «Trovo che il film sia una chiave perfetta per interpretare il libro. Mi ha introdotto al linguaggio di Pynchon. Mi ha talmente affascinato che ho letto anche L’arcobaleno della gravità». Inutile dire che dopo l’annuncio del nuovo adattamento di Cime tempestose, le vendite sono impennate. Anche se i giovanissimi lo trovano un testo difficile. Elordi, ovviamente, lo aveva già affrontato a scuola, anche se all’epoca non era scattata la scintilla: «Probabilmente perché mi è stato imposto. Ho grandi problemi con l’autorità: non amo quando mi viene detto di fare qualcosa. Grazie a Emerald però ho potuto riscoprirlo. E ora che sono più grande l’ho visto in modo completamente diverso. Questa è una storia archetipica, che ha definito la letteratura. Apprezzo questo nuovo punto di vista: molto romantico, epico e cinematografico. Anche se ero spaventato dall’interpretare Heathcliff: più invecchio, più sento il peso della responsabilità quando devo dare vita a un personaggio. E questo è uno di quelli che scatena la fantasia delle persone da sempre».
Insomma, Elordi fa parte di quel cerchio d’oro di celebrità (come Natalie Portman, Reese Witherspoon e Dua Lipa, tutte creatrici di book club che condividono con i follower) che dobbiamo ringraziare per aver riavvicinato le persone alla lettura. E, per un’incredibile coincidenza, ha ottenuto il ruolo proprio grazie a un libro: sul set di Saltburn, Fennell si è resa conto di quanto Elordi somigliasse all’illustrazione di Heathcliff sulla copertina dell’edizione di Cime tempestose che aveva da ragazza. Quando si dice il potere dei libri.