la Repubblica, 9 febbraio 2026
Dimenticato il Covid, Cina non più proibita: è record di turisti
Adesso Pechino non è più la città proibita. E nemmeno il resto della Cina, paese immenso e ricco di storia, dimenticato per anni dopo la stangata del Covid e tornato finalmente ad attrarre visitatori da tutto il mondo, Italia compresa. Lo dicono i numeri del rapporto UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo sui flussi turistici internazionali, ma anche il numero dei voli diretti verso le metropoli cinesi, i tour organizzati dai grandi marchi del settore e, da un paio di settimane, anche la nuova voluminosa guida della Lonely Planet (quasi 900 pagine), aggiornata dopo quasi un decennio e subito balzata in cima alle vendite.
Fino al 2019, prima che scoppiasse la pandemia e Wuhan si trasformasse suo malgrado nella “capitale del male”, Pechino era una delle città più visitate d’Oriente. Un boom che condivideva con il Giappone, la Thailandia e persino Vietnam e Cambogia, mete sempre più richieste dai turisti più avventurosi. Poi, il crollo. Basti pensare che prima del Covid gli italiani che sceglievano di fare una vacanza in Cina erano poco più di 200mila all’anno, poi si sono polverizzati prima di registrare un primo segnale di ripresa nel 2023 e raggiungere e superare i livelli pre-pandemia nell’anno successivo: «E nel 2025 è andata ancora meglio – spiega Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia – grazie anche alle politiche di esenzione dal visto per oltre 48 paesi, Italia inclusa, e ai prezzi di alcune compagnie aeree più contenuti». Quelle che possono ancora solcare i cieli russi, grazie ai rapporti tra i due Paesi, facendo risparmiare ore di volo ai passeggeri e, soprattutto, tenendo accessibile il costo del biglietto.
Ecco spiegato dunque perché nelle classifiche del turismo la Cina è risalita fino al quarto posto, scavalcando di un soffio l’Italia e incalzando una destinazione tradizionale come l’America di Trump che, da qualche tempo a questa parte, comincia a soffrire anche per vicende politiche interne che scoraggiano molti a sceglierla per una vacanza. Senza contare il fatto che la terra dei Ming e dei mandarini raccoglie millenni di storia conservando un fascino che il tempo non scalfisce.
La Grande Muraglia, la Città Proibita di Pechino, l’Esercito di Terracotta di Xi’an, il fiume Li a Guilin, i panda giganti, la cucina cinese ormai conosciuta in tutto il mondo, il Tibet. E la serenità durante il viaggio, visto che la Cina è considerata una destinazione sicura per i turisti internazionali. Un mondo a sé che spazia dalle metropoli moderne alle praterie della Mongolia interna, paesaggi epici e sconfinati caratterizzati da immense steppe verdi, cieli aperti e dolci colline, passando per deserti, vette sacre, grotte straordinarie e rovine imperiali: «Visitare la Cina significa fare un viaggio straordinario verso un futuro sfaccettato e complesso, molto più entusiasmante di quanto si possa immaginare» scrivono i redattori di Lonely. Senza lasciarsi trarre in inganno dalla vecchia retorica comunista: perché oggi, anche da quelle parti, l’hobby più diffuso è fare soldi.
Qualche decennio fa, attraversando la Cina zaino in spalla su scomodi vagoni notturni, sembrava di tornare indietro nel tempo. Oggi, sfrecciando da una città all’altra su treni ad alta velocità e usando lo smartphone per ogni necessità, dagli acquisti alle traduzioni, si ha l’impressione di viaggiare nel futuro. «Sarà sempre una terra piena di contraddizioni – conclude Pittro – ma anche amichevole e assai sorprendente».