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 2026  febbraio 09 Lunedì calendario

Caso Epstein, così Ghislaine Maxwell finanziava i Clinton. Dai file emergono le donazioni

Ghislaine Maxwell, l’ex fidanzata di Jeffrey Epstein ora in prigione come complice dei suoi traffici sessuali, aveva aiutato Bill Clinton a fondare e finanziare le sue iniziative filantropiche lanciate dopo la fine del mandato presidenziale. Gli aveva regalato un milione di dollari, che forse venivano dal conto del finanziere pedofilo, comunque a conoscenza dell’iniziativa. L’operazione risaliva al 2002, quindi prima dell’incriminazione di Jeffrey, e non era illegale. Però conferma la verità di fondo di questo caso, e cioè che chiunque contasse qualcosa negli Stati Uniti aveva rapporti con Epstein, in un modo o nell’altro. Ciò non assolve il presidente Trump dalla sua amicizia con questo personaggio, ma forse aiuta a capire perché le informazioni uscite finora su di lui, per quanto imbarazzanti, non siano bastate a deragliare la sua presidenza, in assenza di prove di reati.
Secondo le carte rilanciate dal New York Times, Clinton conosceva bene Epstein e aveva avuto diversi contatti con lui durante la presidenza. Ghislaine però era la sua vera amica, come lei stessa ha ammesso negli interrogatori, al punto che era stata invitata al matrimonio della figlia Chelsea e si scambiava messaggi da flirt con Doug Band, braccio destro di Bill. L’ex capo della Casa Bianca era stato a Davos con Maxwell e aveva pensato di organizzare un foro simile, però puntato sulle attività filantropiche. Così era nata l’idea della Clinton Global Initiative, affidata inizialmente al Publicis Groupe. Ghislaine aveva dato un milione di dollari a questa società per organizzare l’evento, informando Jeffrey, che aveva chiesto chiarimenti: «Fatti spiegare perché 1 milione ora e dove andrà». I soldi poi erano arrivati, ma non è chiaro quanti fosse di Epstein e quanti di altri donatori. La Clinton Global Initiative era nata nel 2004 e il finanziere pedofilo era stato incriminato nel 2006. Perciò l’ex presidente sostiene che non sapeva nulla dei suoi crimini e non era mai stato sull’isola caraibica dove li consumava, anche se aveva volato quattro volte sul suo aereo privato verso altre destinazioni. Una volta scoperti i reati, aveva interrotto ogni rapporto. Tutto ciò sarà materia di discussione durante l’audizione dei Clinton al Congresso, che i repubblicani vogliono tenere a porte chiuse proprio per evitare altre rivelazioni che potrebbero imbarazzarli. È attesa invece per oggi la deposizione di Maxwell, ma gli avvocati hanno indicato che invocherà il Quinto emendamento.
Queste novità non sono sorprendenti perché ormai è chiaro come funzionasse il sistema. Epstein aveva contatti molto estesi e negli Usa i ricchi fanno donazioni per ingraziarsi altre persone potenti, per motivi fiscali o magari perché credono nelle cause che aiutano. Altro discorso è se queste persone sapevano dei suoi traffici sessuali, partecipavano, o ricevevano favori come compenso. Nel caso del principe Andrea, ad esempio, il suo coinvolgimento è provato. Nel caso di Trump e Clinton no, o non ancora, e solo questo potrebbe cambiare la dinamica.