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 2026  febbraio 09 Lunedì calendario

Ermal Meta: «Al festival canto per Gaza»

«Avevo anche un canzone sua mia figlia Fortuna, ma per Sanremo ho preferito allargare ai figli di tutti». Ermal Meta presenta così «Stella stellina», il brano che lo accompagnerà in gara al Festival. Quinta partecipazione, sesta se si conta anche quella con la band degli esordi, La fame di Camilla, e un trionfo, nel 2018 in coppia con Fabrizio Moro, per «Non mi avete fatto niente». E dopo le violenze in famiglia di «Vietato morire» (2017) e gli attentati terroristici della vittoria di 8 anni fa porta un altro tema di attualità.
«Stella stellina» è la storia di una bambina vittima della guerra a Gaza... tema divisivo...
«Se è divisivo, voglio dividermi da chi pensa che lo sia. Voglio stare lontano da chi crede che non si possa parlare di un popolo che è massacrato continuamente da 70 anni, un popolo che è sulla bocca di tutti ma di cui nessuno parla, un ossimoro pazzesco. Però non parlo di guerra, la guerra è quella che c’è fra due eserciti e qui ne vedo uno solo».
Come è nata «Stella stellina»?
«Mia figlia Fortuna, che ha un anno e mezzo, mi chiede spesso di suonare per lei: “musica papà”... Mi invento filastrocche con la chitarra in mano e un giorno stavo improvvisando qualcosa su “stella stellina”. Quella melodia mi è rimasta in testa ma mi è venuto in mente un video di quelli che per i contenuti sensibili ti chiede il consenso alla visione. L’avevo aperto e lo sguardo di una bambina di Gaza mi ha bucato dentro. Il testo è nato mettendomi nei panni di un gazawo disperato».
La bambina non ha nome nella canzone.
«Non ce l’ha, come il suo popolo non ha voce, ma potrebbe averli tutti».
Ho sentito una connes-sione immediata con le due ragazze che ho adottato in Albania Senza di loro avverto un grande silenzio
Teme reazioni politiche?
«Non mi fanno paura. Un cantautore ha un compito: raccontare quello che sente senza filtro. Sono pronto a qualsiasi critica per difendere quello in cui credo. Utilizzo il diritto di libertà di parola previsto dalla Costituzione e non mi metto la mordacchia da solo».
Fortuna ha 1 anno mezzo ed è troppo piccola per capire, ma pochi mesi fa ha adottato, Klodjana e Lumturije, due ragazze albanesi di 18 anni. In famiglia come entra il tema Gaza?
«Io e mia moglie Chiara siamo sbigottiti e attoniti. La reazione delle ragazze è il silenzio che viene forse dalla paura, forse dal non saper trovare la parole giuste».
L’adozione arriva dopo un percorso fatto con Casa Rosalba, una casa famiglia di Lezhë, nella sua Albania, che accoglie ragazze con storie complicate alle spalle...
«La responsabile suor Alma è venuta a un mio concerto e mi ha invitato a visitare la casa. Ho sentito una connessione immediata. È stata una di quelle cose che la vita ti mette davanti e non puoi fare finta di nulla. Loro avevano 15 anni e per le complessità burocratiche dell’adozione internazionale, alle quali si aggiunge il fatto che io e Chiara non siamo sposati, abbiamo deciso di aspettare la maggiore età. Da allora, in accordo con suor Alma, hanno passato con noi le vacanze di Natale e quelle estive. La prima volta che sono tornate in Albania per noi è stato come crollare nel silenzio».
C’è un disco in arrivo: «Funzioni vitali» uscirà il 27 febbraio.
«È un disco attraversato dal tema del tempo. Tempo inteso non come scrigno dei ricordi, ma come inganno. Il passato è la nostra comfort zone, è una stanza che conosci, ma non racconta chi sei ora e chi sarai. E forse nemmeno chi sei stato perché, per una forma di protezione, metti la luce su alcune cose e non su altre. In questi anni ho reciso lacci col passato, ho lasciato andare molte cose per fare spazio a quelle che deve arrivare».
In «Delorean» e «Levi’s 501» il passato ha anche un valore positivo, è nostalgia...
«La nostalgia è un atto di fedeltà verso quello che sei stato. Quei jeans ad esempio sono la mia adolescenza. Mi stavano malissimo... L’adolescenza è il momento in cui ti stacchi dalla famiglia e da satellite diventi pianeta».
Il 13 febbraio Carlo Conti vi porterà al Quirinale...
«Sono felice e onorato di incontrare il presidente Mattarella. In questi anni ha dato, a differenza di altre figure, dignità e spina dorsale al nostro Paese. Mi premunirò di trovare una cravatta per l’occasione».
A fine aprile parte il tour nei club...
«I club sono il primo amore, mi ricordano i tempi della Fame di Camilla quando giravamo con un furgone scassato, ma fu una scuola di vita pazzesca».
A fine estate sarà il Maestro Concertatore della Notte della Taranta...
«La taranta è una tradizione identitaria e molto sentita in Salento: allora l’idea è quella di mantenere inalterate le radici riuscendo a dare una lettura personale».