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 2026  febbraio 09 Lunedì calendario

Capri, cuffiette e stop ai gruppi oltre i 40 turisti

Le vacanze di Jennifer Lopez, Mariah Carey & friends sono salve. A Capri sembra infatti ormai finita l’era dei gruppi «caciaroni» di turisti, straripanti e male organizzati, in fila scompostamente fra le strette stradine e i belvedere. Turisti «fai da te» invisi sia ai blasonati ospiti stanziali sia dagli stessi abitanti. Le nuove disposizioni del Comune prevedono ora un tetto massimo di 40 visitatori per comitiva. Un vero regolamento contro l’overtourism, che, oltre al tetto dei 40, prevede anche (per le compagnie superiori alle 20 persone) la dotazione di cuffiette per ascoltare la propria guida. Che dovrà avere una paletta a norma e non altro (ombrelli, bandierine o altri orpelli sostitutivi). E dovrà sempre far sì che il gruppo resti compatto, in sicurezza per sé e per gli altri, lungo il percorso stabilito, evitando di non occupare la totalità delle strade e delle piazze dell’isola durante la visita. Il nuovo regolamento è stato studiato e redatto in vista della prossima estate per frenare gli sbarchi «selvaggi» e per dare una volta per tutte un po’ d’ordine al turismo pendolare quotidiano sia nei luoghi più visitati dell’isola sia al porto alla Marina Grande. Dove si raggruppano da sempre i gruppi di visitatori, prima di prendere la storica funicolare o i pullman che portano alla Piazzetta di Capri, a Marina Piccola e ad Anacapri. Plaudono alle nuove regole gli albergatori dell’isola. Con qualche distinguo. «A prescindere dalla bontà dei provvedimenti, penso che qualsiasi tipo di scelta o iniziativa dovrebbe essere coordinata coralmente tra i due comuni dell’isola, che non sempre hanno le stesse esigenze», dice Ermanno Zanini, General Manager dello Jumeirah Capri Palace, famosissimo albergo di Anacapri frequentato da gente come Gwyneth Paltrow – a cui è dedicata una stanza -, Julia Roberts e Sting. «Ben venga una gestione delle presenze – dice Zanini – per evitare quelle derive dell’overtourism, ma qualsiasi scelta deve coinvolgere tutte le istituzioni territoriali per poi creare un tavolo tra loro e noi, albergatori, ristoratori e venditori. Pena il funzionamento delle stesse regole, se non condivise. L’isola di Capri è un ecosistema delicato. E fragile».