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 2026  febbraio 07 Sabato calendario

Sovraffollamento, numeri in aumento anche nel 2026

Il sovraffollamento delle carceri non si ferma e la situazione dietro le sbarre si fa sempre più pesante: è ancora in crescita, infatti, il numero dei detenuti, sia adulti che minori. Secondo i dati del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), al 31 gennaio 2026 i reclusi presenti nei 189 istituti di pena italiani risultavano in totale 63.734, con un incremento di 235 unità rispetto al mese precedente. Rimane invece stabile il numero degli stranieri: 20.206 (prima erano 20.161), poco meno di un terzo del numero complessivo. Nell’aumento delle presenze avrebbe influito il rientro in cella di quei detenuti che avevano usufruito di permessi durante le festività natalizie. Va ricordato che la capienza regolamentare dell’intero sistema penitenziario è di 51.271 letti e che invece quella effettiva – a causa si lavori in corso o riorganizzazioni che limitano temporaneamente gli spazi –, è di 46.063 e quindi sarebbero 17.671 i posti che mancano: è questo il peso reale del sovraffollamento sul quale gravano le carenze di organico di polizia penitenziaria, educatori, medici, operatori sociali. La situazione più critica è in Lombardia con quasi 9.000 persone ristrette a fronte di circa 6.100 spazi occupabili nei 17 penitenziari, con tassi di affollamento che vanno oltre il 200% e un’emergenza (ormai patologica) soprattutto negli istituti di Milano San Vittore (233%, con 914 detenuti su 748 posti), Brescia Fischione (221%) e Vigevano (213%). Ma la struttura carceraria dove si registra il più alto numero di detenuti in assoluto è Napoli Poggioreale, con 2.153 presenze su 1.611 spazi singoli stabiliti dal regolamento.
Tra i quasi 64mila detenuti, 9.441 sono in attesa di giudizio mentre i condannati non definitivi ammontano a 5.887. I reclusi che lavoravano al 30 giugno 2025 (ultimo dato rilevato dal Dap) risultavano 18.004 alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e solo 3.350 a contratto con cooperative e imprese private e/o sociali (nel 1991 erano 1.106). I corsi professionali attivati nelle carceri nel primo semestre del 2025 sono stati in tutto 391: vi hanno partecipato 4.276 detenuti, 2.985 dei quali sono stati promossi (hanno acquisito, cioè, gli strumenti per esercitare un mestiere sia all’interno dell’istituto che fuori). Altro dato preoccupante, i suicidi, che dall’inizio dell’anno fino a ieri sono stati 7 mentre si contano 13 decessi sotto la voce “per altre cause”.
I minori sottoposti a misure restrittive della libertà presenti sia nei 17 Ipm che nelle comunità al 31 gennaio erano 1.826, ovvero 525 in più da settembre 2023, dall’entrata in vigore del cosiddetto “decreto Caivano”. Come nel 2025, i reati contro il patrimonio (soprattutto scippi e rapine) rimangono i più contestati nell’ultimo mese ai minori incappati nella rete della giustizia, categoria di delitti a cui fa seguito, nell’ordine, lo spaccio di sostanze stupefacenti e le lesioni personali.
E sono persino in aumento, a gennaio, i numeri dei bambini rinchiusi in un carcere assieme alle loro madri che risultavano essere 27, mentre lo scorso anno erano 12.