ilmessaggero.it, 8 febbraio 2026
Westminster a rischio crollo, ma il restauro sembra impossibile
Il Palazzo di Westminster, sede storica del Parlamento britannico, è in condizioni strutturali critiche e il suo restauro potrebbe trasformarsi in uno dei progetti edilizi più lunghi e costosi della storia del Regno Unito. Secondo le proposte presentate ai deputati e ai pari, la ristrutturazione potrebbe costare fino a 39 miliardi di sterline (circa 50 miliardi di euro) e richiedere fino a 61 anni di lavori.
La più onerosa prevede che solo la Camera dei Lord lasci temporaneamente l’edificio, mentre i lavori si svolgerebbero a fasi, prolungandosi per oltre sei decenni. L’alternativa, considerata più rapida e sicura dagli esperti, comporterebbe lo spostamento completo di deputati e pari fuori dal palazzo per un massimo di 24 anni a partire dal 2032, con un costo stimato fino a 15,6 miliardi di sterline. In attesa di una decisione definitiva, prevista entro la metà del 2030, il Parlamento ha già messo in conto fino a 3 miliardi di sterline per lavori preliminari in sette anni: tra questi, la costruzione di alloggi temporanei per parlamentari e staff e di un molo sul Tamigi per le consegne. «Continuare come ora non è sostenibile», ha avvertito il R&R Client Board, sottolineando che il rinvio delle decisioni costa circa 70 milioni di sterline all’anno.
Le condizioni dell’edificio sono allarmanti. Dal 2016 si sono verificati 36 incendi, 12 incidenti legati all’amianto e 19 episodi dovuti a cedimenti murari, secondo i dati ufficiali del Parlamento. Un rapporto parlamentare di dieci anni fa aveva già avvertito che il Palazzo di Westminster si trova di fronte a una «crisi imminente» e rischia di diventare inabitabile senza un intervento massiccio. Il dibattito politico resta acceso. Il deputato conservatore Sir Edward Leigh ha definito le proposte “assurde”, sostenendo che l’edificio dovrebbe essere riparato “a pezzi”, senza uno spostamento completo: «Per l’opinione pubblica sarebbe uno spreco totale di denaro», ha dichiarato alla BBC. Di segno opposto la posizione del sindacato Prospect, che chiede un trasferimento totale: «Ogni valutazione degli esperti negli ultimi dieci anni ha dimostrato che questa è l’opzione più sicura ed economica», ha affermato il segretario generale Mike Clancy. Una cosa appare certa: qualunque scelta verrà adottata, i contribuenti britannici dovranno sostenere una spesa di diversi miliardi per salvare uno degli edifici simbolo della democrazia occidentale.