il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2026
Niente gigafactory a Termoli: l’Italia fuori dall’elettrico
Mancava solo l’ufficialità e ora è arrivata: la Acc – la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total – non costruirà la gigafactory per le batteria delle automobili elettriche a Termoli, in Molise, e non costruirà neanche quella annunciata in Germania. In piedi resta solo lo stabilimento francese: scelta razionale se si analizza il contesto, cioè la retromarcia sulla produzione di e-car che coinvolge un po’ tutta l’industria europea. I 34 dipendenti di Acc in Molise dovrebbero essere spostati – ma non si sa in che termini – dentro Stellantis, che a Termoli ha un suo stabilimento, ovviamente funestato da cassa integrazione e contratti di solidarietà, che occupa quasi 1.800 persone. Il gruppo che contiene la fu Fiat ha fatto sapere che non c’è niente di cui preoccuparsi: entro il 2026 partirà la linea di produzione del cambio e-Dct e nel nuovo piano “è previsto un investimento sui motori Gse conformi alla normativa Euro 7”, che dovrebbero rimanere in vita anche dopo il 2030. “Sono certamente iniziative importanti”, dice Ferdinando Uliano della Fim Cisl, “ma non sono sufficienti a garantire una prospettiva industriale e occupazionale ai 1.780 lavoratori del sito molisano”. In Italia, dice Ciro D’Alessio della Fiom Cgil, “l’automotive è in emergenza”: serve un confronto con Stellantis “prima del piano industriale” (sarà presentato a maggio) e che si svegli anche il governo. In ogni caso, l’Italia resta sempre più fuori dalla rivoluzione dell’elettrico, che – Green deal o meno – è un bel pezzo del futuro dell’auto.