La Stampa, 8 febbraio 2026
Epstein, il Congresso apre gli archivi integrali Nuove ombre sulla morte del magnate
I membri del Congresso americano potranno esaminare la versione integrale, non censurata dei documenti relativi a Jeffrey Epstein a partire da domani mattina. I deputati potranno accedere al materiale solo di persona e solo attraverso i computer interni al dipartimento e non potranno avere con sé i telefonini, ma solo penna e blocco per gli appunti. Seppur con queste modalità restrittive, la notizia segna un successo per i deputati Thomas Massie, repubblicano del Kentucky, e Ro Khanna, democratico della California, coautori della legge che ha portato a rendere pubblica l’enorme mole degli Epstein files, proprio mentre per mercoledì è fissata l’audizione della segretaria della Giustizia Pam Bondi di fronte alla commissione.
Intanto, altre teste cadono sotto i colpi delle informazioni contenute nelle milioni di pagine rese pubbliche la settimana scorsa.
In Francia, i pubblici ministeri specializzati in reati finanziari hanno annunciato di aver aperto un’indagine preliminare contro l’ex ministro della cultura Jack Lang in relazione ai suoi legami con Epstein. Lang – oggi 86enne, figura di spicco nei governi socialisti francesi tra gli anni ’80 e 2000 – compare 700 volte nei file ed è indagato per «sospetto riciclaggio di proventi derivanti da frode fiscale». L’ex ministro – che ha avuto con Epstein rapporti cordiali e di affari, ma ha sempre negato di aver partecipato a feste a sfondo sessuale – si è dimesso da presidente dell’Istituto del Mondo Arabo di Parigi. Il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ne ha preso atto e ha accettato le dimissioni.
L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak sarebbe stato ospite nell’appartamento newyorkese di Epstein molte volte assieme alla moglie Priel in un periodo tra il 2015 e il 2019, quindi dopo la condanna di Epstein per favoreggiamento della prostituzione minorile, che gli è costata una pena detentiva di 13 mesi in Florida. A scriverne è il quotidiano Haaretz secondo cui i messaggi indicherebbero anche che Priel era in frequente contatto con Epstein e con i suoi dipendenti per quanto riguardava visite, manutenzione e disposizioni relative alla sicurezza. Nella casa newyorkese di Epstein erano solite soggiornare anche ragazze, alcune delle quali minorenni, sebbene i documenti non indichino alcun contatto tra loro e i Barak. L’ufficio di Barak ha confermato ad Haaretz che la coppia aveva soggiornato in un appartamento di proprietà di Epstein «di tanto in tanto» durante le visite negli Stati Uniti come privati cittadini, aggiungendo il loro rammarico per il legame con il finanziere.
In una email del 2013 a Barak, Epstein afferma di essere stato invitato a partecipare al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (Spief) – conferenza annuale per attrarre investimenti esteri in Russia a cui Putin partecipa sempre – ma di aver rifiutato. Riferendosi a Putin, Epstein dice: «Se vuole incontrarci, dovrà riservarsi tempo reale e privacy».
Si infittiscono anche i dettagli della fine di Epstein: tra i filmati di sorveglianza della notte della sua morte si vedrebbe una sagoma arancione – forse un altro carcerato? – che sale la scala verso il piano isolato e chiuso a chiave dove si trovava la cella del finanziere. —