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 2026  febbraio 08 Domenica calendario

Autostrade come piste per i jet militari? L’Italia ci pensa, ma oggi non si può (ancora) fare. Ecco perché

L’Italia valuta di far atterrare i caccia militari F-35 sulle autostrade in caso di minacce aeree e droni? A dirlo, nei giorni scorsi, a margine di un convegno, è stato il generale di squadra aerea Silvano Frigerio, comandante del Comando Squadra Aerea dell’Aeronautica militare. Un discorso teorico, per ora, sintomo dei tempi eccezionali che il Paese – insieme all’Europa – sta vivendo e del rischio di disporre di un numero limitato di basi fisse. 
Fonti a conoscenza delle discussioni spiegano al Corriere che oggi in Italia non è previsto far atterrare o decollare caccia militari dalle autostrade. Non in condizioni ordinarie. È invece in corso un ragionamento sull’eventuale utilizzo di aeroporti civili. Anche se al momento non esiste alcun accordo formale con le autorità interessate, a partire dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), che avrebbe comunque manifestato una disponibilità di principio. 
L’utilizzo delle autostrade, invece, è molto più complicato. In Italia si tratta di infrastrutture civili, disciplinate dal Codice della strada, che non contempla in alcun punto il loro impiego come piste per aeromobili militari. Una possibilità che, invece, è prevista in Paesi come Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda o Svizzera: qui esistono tratti stradali costruiti appositamente – o adattati – per questo tipo di operazioni, e vengono svolte anche esercitazioni. La Nato include questo scenario all’interno di procedure note come highway strip operations o road basing. 
Perché tratti di autostrada possano essere utilizzati dai jet militari, spiegano le fonti, sarebbe necessario un provvedimento straordinario dello Stato – come la dichiarazione dello stato di emergenza o di guerra – che consenta la requisizione temporanea dell’infrastruttura, con il coordinamento dei concessionari, della Protezione civile e delle forze dell’ordine. 
Secondo gli esperti consultati, esistono poi rilevanti criticità operative. Le autostrade italiane non sono progettate per le operazioni aeree: presentano barriere, cavalcavia, segnaletica, viadotti, curve e impianti di illuminazione che rendono estremamente complesse le manovre. Servirebbero tratti rettilinei lunghi almeno un paio di chilometri, privi di ostacoli – compreso lo spartitraffico centrale – oltre a un supporto logistico mobile per carburante, manutenzione e munizionamento. 
Infine, non mancano dubbi sull’impiego degli F-35. La versione in dotazione all’Aeronautica militare italiana non è a decollo corto. Ciò significa, spiegano gli addetti ai lavori, che questi velivoli richiedono piste estremamente pulite – il motore è sensibile ai foreign object debris, ossia corpi estranei che possono essere ingeriti – rendendoli tra i caccia meno adatti a un utilizzo su autostrada.