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 2026  febbraio 08 Domenica calendario

La tv di destra francese preferisce il molestatore alla reporter che l’ha attaccato in video

Tra il presentatore-produttore pluricondannato per corruzione di minori e la giornalista star che minacciava di andarsene – «o lui o me» —, la direzione di CNews ha preferito il primo.
Jean-Marc Morandini, 60 anni, ormai iscritto nell’elenco degli autori di infrazioni sessuali e colpito dal divieto definitivo di esercitare un’attività a contatto con i minori, resta uno dei personaggi di punta della tv del gruppo di Vincent Bolloré, cuore dell’impero mediatico schierato a sostegno dell’estrema destra.
Sonia Mabrouk invece è stata di fatto costretta ad andarsene, dopo avere dichiarato in diretta il disagio per gli atti di Morandini e la sua presenza nella stessa tv. Tre giorni fa alle 8 del mattino, prima di andare in onda, la 48enne giornalista di origine tunisina ha ricevuto la visita in sala trucco del direttore di CNews, Serge Nedjar, fedelissimo di Bolloré: «Morandini resterà, costi quel che costi – avrebbe gridato Nedjar, secondo la ricostruzione della trasmissione Quotidien —. E chi non è contento può prendere la porta». Mabrouk ha seguito l’invito e ha lasciato la rete.
Il gruppo mediatico di Bolloré – la tv CNews, la radio Europe 1, il settimanale Journal du Dimanche – è al centro delle polemiche, e non solo per il caso Morandini.
La commissione di inchiesta parlamentare sui media audiovisivi convocherà Vincent Bolloré alla fine di febbraio per chiedergli conto della conferma in video di Jean-Marc Morandini, e più in generale del ruolo dei media Bolloré nel dibattito pubblico francese, alla vigilia di una delle campagne elettorali più importanti degli ultimi decenni per la Francia e per l’Europa, la corsa all’Eliseo del 2027.
Le forze anti-establishment lanciano da sempre accuse (non sempre infondate) contro le radio e le tv del servizio pubblico per avere rappresentato finora un ambiente più favorevole alla sinistra, poi al centro e magari anche alla destra classica, per tradizione e per sensibilità della maggior parte dei giornalisti.
I media Bolloré si pongono allora come un’alternativa, che dà voce – in modo ben più diretto, volutamente parziale – all’altra Francia, quella che si proclama ancora stufa dell’ormai defunto «politicamente corretto», e che sostiene le ragioni dei vari Jordan Bardella, Eric Zemmour, Marine Le Pen contro la globalizzazione, Bruxelles, gli immigrati, le minoranze e in generale la visione «woke» del mondo. Il cattolico conservatore Bolloré sostiene i valori tradizionali – o meglio reazionari secondo i suoi critici – e gli ascolti sembrano premiarlo. In pochi anni CNews ha superato Bfm diventando il più seguito canale all news francese.
Difficile però fare la morale quando si difende Morandini contro tutti, anche contro le sentenze passate in giudicato. Il presentatore-produttore è stato condannato in via definitiva per vari episodi, tra i quali l’avere convocato un sedicenne a casa sua per un provino, «mostrandogli un video con scene pornografiche violente, chiedendogli di spogliarsi, fotografandolo nudo e chiedendogli di masturbarsi», altrimenti non avrebbe avuto la parte.
Morandini è stato condannato anche per avere inviato 41 messaggi in meno di due mesi a un quindicenne, chiedendogli informazioni sulle sue erezioni, la descrizione delle sue parti intime, e pretendendo fotografie, sempre facendo balenare l’ingresso nel magico mondo della tv. Mentre il mondo segue sotto choc le rivelazioni del caso Epstein, un predatore sessuale – di minor caratura, certo – continua a sorridere ai francesi dagli schermi televisivi, e a doversene andare è la giornalista che lo trova strano.