Corriere della Sera, 8 febbraio 2026
Che differenza c’è tra le due versioni del quesito referendario e quali sono le strade per eventuali ricorsi
1 Perché il governo ha cambiato il testo del quesito?
Perché, per la prima volta, per un referendum costituzionale vengono presentati più formulazioni dello stesso quesito. La Corte di Cassazione si è trovata dunque a dover scegliere fra due quesiti. E dopo aver accolto quello di iniziativa parlamentare, condiviso dal governo, venerdì scorso ha ritenuto più corretto e completo quello di iniziativa popolare. Il governo ha integrato le differenze.
2 Che differenza c’è fra i due testi?
Entrambi chiedevano un «sì» o un «no» alla conferma dell’intera legge di modifica costituzionale sull’ordinamento giurisdizionale. Ma quello dei parlamentari citava solo il titolo della riforma. L’altro anche gli articoli della Costituzione che vengono modificati.
3 Com’era il vecchio quesito?
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».
4 E quello del comitato dei 15?
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, con la quale vengono modificati gli artt. 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?».
5 Qual è il nuovo quesito?
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo”Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».
6 Perché il comitato dei 15 chiedeva uno slittamento del voto?
Perché la legge prevede almeno 50 giorni di tempo dal momento in cui la Cassazione accoglie il quesito a quello del voto. Se il governo avesse dato il via ieri a un nuovo decreto presidenziale ne sarebbero mancati solo 45 al giorno del referendum. Quindi cinque in meno rispetto a quanto concesso per la campagna referendaria.
7 Perché il governo non ha spostato la data del voto?
Perché ha sostenuto di aver fatto solo una «precisazione». Non una riformulazione tout court.
8 Il comitato ora può presentare ricorso?
Sì. Potrebbe rivolgersi al Tar per opporsi al dpr di ieri sostenendo che non è stata una precisazione ma una riformulazione. Oppure impugnare la decisione del Tar che il 28 gennaio scorso ha negato la sospensiva contro il primo dpr. Forte della ordinanza della Cassazione che dà ragione al comitato sulla data. O, infine, presentare un conflitto di attribuzione contro il governo dinanzi alla Corte Costituzionale.