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 2026  febbraio 08 Domenica calendario

Il Cenacolo (blindato), le preghiere e l’hockey La «vacanza milanese» del vice con la famiglia

I fischi ricevuti a San Siro, durante la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi, non turbano la trasferta milanese del vicepresidente degli Stati Uniti d’America JD Vance. Visita al Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Pranzo nella sede storica di Campari e poi il tifo tra gli spalti dell’Hockey Arena. That’s amore. Almeno da parte di Vance, sembrerebbe. Perché, nei suoi confronti, invece, durante la partita Usa-Finlandia partono le contestazioni.
Il volo di ritorno è programmato domani. Vance è tra gli ultimi leader a lasciare il capoluogo lombardo. Il numero due americano e sua moglie Usha hanno un legame speciale con l’Italia.
Luna di miele in Piemonte, vacanze romane lo scorso aprile e adesso è il turno della Lombardia: il vicepresidente degli Stati Uniti d’America e sua moglie stanno approfittando della trasferta milanese, in occasione dei Giochi Invernali, per visitare i luoghi simbolo del capoluogo lombardo. Nonché far conoscere ai propri figli i sapori italiani. Giovedì, ad esempio, pizza in un ristorante a pochi metri dall’Hotel Gallia, dove soggiornano.
C’è spazio anche per la cultura. Dopo esser stato alla Pinacoteca di Brera e aver ammirato in particolare il Cristo morto di Mantegna, ieri mattina Vance e sua moglie Usha hanno visitato il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Piazza Santa Maria delle Grazie, nel centro di Milano, è blindata. Il vicepresidente e la «Second lady» arrivano con un corteo di 40 vetture al seguito. Oltre al Cenacolo, Vance visita anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Ad accompagnarlo, i padri domenicani che fanno scoprire al vicepresidente le bellezze del Chiostro e della sacrestia del Bramante. «È rimasto entusiasta nel vedere ambienti sacri e vivi come questo», raccontano i frati all’agenzia LaPresse, aggiungendo che il numero due americano, durante la visita, si è raccolto in preghiera davanti alla Madonna.
Poi, direzione Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia, alle porte di Milano: Vance e sua moglie Usha pranzano a Villa Campari, per decenni sede del vecchio stabilimento della famiglia Campari, trasformata poi in un ristorante dove i piatti vengono rivisitati nello stile del brand. Una breve permanenza. Alle 14 lasciano la Villa perché alle 16.40 gioca la nazionale femminile americana di hockey contro la Finlandia. Vance e la sua famiglia così tornano, per la seconda volta, tra gli spalti dell’Ice hockey Arena a Rho. D’altronde, la scorsa volta la presenza del numero due americano in tribuna ha portato fortuna. Cinque a uno per gli Stati Uniti contro la Repubblica Ceca. Pertanto, meglio non sfidare la sorte ed essere presenti tra gli spalti.
La famiglia Vance entra durante l’intervallo, alla fine del primo tempo. Si accomoda in tribuna. Usha Vance applaude al ritmo di «we will rock you» dei Queen. Il numero due americano tiene la figlia più piccola Mirabel sulle ginocchia. Inizia il secondo tempo. A pochi minuti dalla fine della partita, mentre il vicepresidente si allontana dalla tribuna, blindato dalla sicurezza per lasciare l’arena, parte la contestazione. «Buu», grida una parte del pubblico. Più volte. Netti. «Buu». Ma la protesta è breve e circoscritta. Poco dopo la contestazione, proveniente dal lato del palazzetto dove sono seduti soprattutto tifosi americani, si placa. La squadra Usa batte la Finlandia per cinque a zero.