Corriere della Sera, 8 febbraio 2026
Biglietti record e boom in tv: «Passato il test più difficile»
Oltre il freddo e i protocolli, delle ultime luci (olimpiche) a San Siro, resteranno i costumi, l’arrivo in tram di Mattarella, il fuoco dei nodi vinciani nelle piazze aperte. Giubilo estetico, plauso globale, al netto di qualche naso storto per l’immagine «stereotipata» della nazione. Il giorno dopo la cerimonia, i vertici dell’organizzazione hanno i volti distesi. Lo scoglio principale, «l’evento più costoso al mondo», è andato liscio, nella prima Olimpiade diffusa della storia. Seppur senza sold-out, con 61.221 biglietti venduti è il record storico per una cerimonia «invernale» con audience tv che in Italia ha toccato quota 9,3 milioni. Quattro miliardi di occhi stimati nel mondo. «Abbiamo superato l’esame più difficile», spiega l’ad della Fondazione Milano Cortina Andrea Varnier, supportato dalla direttrice delle cerimonie Maria Laura Iascone, che rivendica il «tocco Balich», capace di trasformare un tram («tributo alla città») in un picco empatico con Sergio Mattarella e Valentino Rossi. A sollevare polveroni, il caso Ghali: l’artista aveva paventato un rifiuto a fargli leggere il testo in arabo. Varnier difende la scelta: «Non c’era motivo d’introdurre un’altra lingua oltre alle tre ufficiali, ma l’ho trovato poetico». Tanti i commenti su Mariah Carey. Playback confermato ma critiche alla performance rispedite al mittente da Iascone: «Momento magico». Rintuzzate anche le ironie sul gobbo con l’italiano americanizzato. Sul tavolo delle tribune d’onore, la diplomazia. Oltre all’aura del Quirinale, si parla di «chimica» tra Giorgia Meloni e JD Vance. Minimizzati i fischi al vicepresidente Usa e a Israele: «Io ho sentito solo il supporto per gli atleti», si sfila Varnier. Sul fronte gare, il direttore esecutivo del Cio, Christophe Dubi, ha escluso focolai al Villaggio olimpico dopo i cinque contagi di norovirus nell’hockey femminile.