Corriere della Sera, 8 febbraio 2026
Binari sabotati, treni in tilt. La pista: atto contro i Giochi
È mattina quando il tabellone della stazione di Bologna inizia a segnare i primi ritardi. I passeggeri in sala d’attesa sbuffano d’abitudine, ma quando i tempi di attesa crescono oltre le due ore capiscono che non è la solita odissea da pendolari. «Ci sono gravi danni all’infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio», comunica Fs. A Pesaro è stata fatta esplodere una cabina, a Castel Maggiore – vicino a Bologna – hanno fatto saltare un pozzetto danneggiando i cavi dell’Alta velocità verso Venezia. Procura e Digos procedono in una direzione: azione di matrice anarchica in concomitanza con l’avvio dei Giochi Olimpici (di cui Fs è il Mobility Premium partner). Un’ipotesi che è già certezza, per Matteo Salvini e il Mit: «Episodi preoccupanti che ricalcano gli atti di terrorismo verificatisi in Francia a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi di Parigi. Se si confermasse che l’interruzione su alta velocità è figlia di un attentato premeditato, diciamo che qualcuno vuol male all’Italia». Una tesi condivisa da FdI, che trova nel sabotaggio nuove ragioni per la stretta del Decreto sicurezza: «Sono proprio questi eventi – scrive Galeazzo Bignami – che spiegano il ricorso a norme più dure». Mentre la Regione Emilia-Romagna non si sbilancia sulle responsabilità: «Fatti molto gravi – dice il governatore dem, Michele de Pascale – che condanniamo con fermezza».
A Bologna – nodo strategico per l’intero sistema ferroviario – erano due gli ordigni incendiari con meccanismo di combustione per propagazione, senza inneschi o timer per un’attivazione a distanza. Solo uno è esploso, all’alba di ieri mattina, bruciando cavi indispensabili per i treni Av della Bologna-Venezia. A Pesaro, un terzo ordigno faceva saltare una cabina che gestiva uno scambio. All’indomani dell’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina la tempesta perfetta sulle ferrovie italiane: la circolazione dei treni è andata in tilt per ore, decine e decine di convogli hanno viaggiato in ritardo per tutta la giornata. L’ipotesi dell’atto doloso e della pista anarchica è immediata, sebbene fino a ieri sera non fosse arrivata una rivendicazione.
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, seguito direttamente dal procuratore capo Paolo Guido. Le ipotesi di reato sono danneggiamento aggravato e attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica, del gas e delle pubbliche comunicazioni, ma al vaglio – tra le possibili contestazioni – c’è anche l’atto terroristico o di eversione. La Digos, che conduce le indagini in collaborazione con la Polfer, invierà una prima informativa nelle prossime ore. È presto per definire il contesto nel quale collocare il gesto, ma tra le ipotesi c’è l’atto dimostrativo in concomitanza con l’inaugurazione delle Olimpiadi (come accadde nel 2024 a Parigi). Gli scontri di Torino dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, così come il via libera al nuovo Decreto sicurezza, potrebbero essere state però altre scintille sulla benzina della galassia anarchica.
L’ordigno esploso nel Bolognese, a Castel Maggiore, ha bruciato i cavi dell’Av e compromesso la linea. L’altro, inesploso, avrebbe dovuto danneggiare i cavi della linea in direzione Sud: è soprattutto su questo che la Scientifica lavorerà per cercare eventuali tracce, oltre che studiare la provenienza di materiali e componenti. Fondamentali, come sempre, saranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Pochi dubbi sul collegamento tra il sabotaggio bolognese e quello di Pesaro, dove il terzo ordigno ha bruciato una cabina per la movimentazione degli scambi sulla Ancona-Rimini.
«Queste azioni di inaudita gravità non sporcano in alcun modo l’immagine dell’Italia nel mondo, che proprio i Giochi renderanno ancora più convincente e positiva», rivendica il Mit, mentre il ministro Salvini in serata mescola proteste ed eversione: «Tra scioperi selvaggi, blocchi dei binari e delle stazioni, boicottaggi e veri e propri atti di terrorismo, le provano tutte per danneggiare l’Italia». Il colonnello meloniano, Galeazzo Bignami, non ha dubbi: «Siamo dinanzi a un sabotaggio che segue di poche ore l’inizio delle Olimpiadi e ripropone il tema della difesa delle infrastrutture dagli attacchi di quelli che sono veri e propri terroristi». Nell’Emilia-Romagna a trazione dem, invece, prevale la prudenza sulle ragioni del sabotaggio. «Colpire un’infrastruttura strategica significa creare disagi a migliaia di persone e compromettere un servizio pubblico essenziale», scrivono il presidente de Pascale e l’assessora Priolo: «Esprimiamo piena fiducia nel lavoro delle autorità affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto».