Libero, 7 febbraio 2026
Il Botswanan minaccia di mandare 40 mila elefanti in Germania
«È molto facile sedersi a Berlino e avere un’opinione sulle nostre vicende in Botswana. Siamo noi a pagare il prezzo per preservare questi animali nel mondo». Non è la prima volta che il governo di Gaborone, laggiù quasi alla fine del continente africano, “minaccia” di riempire la Germania di elefanti pur di non dover rinunciare alla loro caccia. Sì, va proprio così: va, cioè, che mentre noi in Europa (giustamente) ci impegniamo in campagne planetarie per salvare i pachidermi con la proboscide e le zanne, loro, in Africa, vedono i safari da un’altra prospettiva. E nello specifico: mentre la parlamentare tedesca Steffi Lemke (Partito Verde), ma non solo lei, si fa in quattro per proporre limiti all’importazione di trofei da caccia e al bracconaggio, Vintor Baypuso Molotlhi (che invece è il ministro dell’Ambiente botswano) afferma che il suo Paese è pronto a inviare 40 mila elefanti in Germania, per protesta e per scongiurare questa eventualità. Il Botswana ospita, al momento, 150 mila esemplari d’elefante, un numero che non ha eguali nel pianeta: il problema, tuttavia, ha due facce. In primo luogo l’economia dello Stato si regge proprio sull’esportazione e il commercio dell’avorio (lo stoccaggio attuale è di circa 160 tonnellate, la stragrande maggioranza delle quali deriva, tra l’altro, dalla morte naturale di molti pachidermi), in seconda battuta il proliferare di questi animali senza una regolamentazione mette a rischio l’agricoltura perché “l’esercito” di Dumbo crea inevitabili danni ai raccolti e ai campi. Per questo Gaborone ha deciso di aumentare la quota annua di caccia da 410 capi a 430 sollevando un polverone (anche) internazionale.
Il fenomeno, a essere sinceri, l’aveva già sollevato due anni fa l’ex presidente del Botswana Mokgweetsi Masisi, Molotlhi oggi non fa che rincararlo: «Non abbiamo bisogno di aiuti allo sviluppo», dice, «vogliamo guadagnare con i nostri soldi e anche coi nostri animali. Non è mai una buona idea mendicare, ma a quanto pare a qualcuno (il riferimento è proprio alla Germania, ndr) piace vederci in questa situazione».