repubblica.it, 6 febbraio 2026
Andrea Pucci co-conduttore a Sanremo, i social in rivolta: “Fascista, razzista e omofobo”
“Carlo Conti è davvero l’uomo nero”, si legge su X, e sotto al testo parte un video del Duce impegnato in una delle sue arringhe a mento alto. “Chiamare Pvcci” – scritto proprio così, con la v al posto della u, a richiamare il Lvi mussoliniano – “è il punto più basso raggiunto da questo Festival meloniano, punto di non ritorno. Imbarazzo, mestizia. Conti un burocrate, altro che direttore artistico. Non mi sorprende però, mai piaciuto, sempre stato sopravvalutato”, si legge in un altro.
Ma il social network dei messaggi telegrafici in poco tempo diventa un tutt’uno, un unico papiro di parole che si scagliano molto aspramente contro la rivelazione mattutina di Carlo Conti, conduttore e direttore artistico di Sanremo, quella di avere il cabarettista Andrea Pucci come co-conduttore sull’ambitissimo palco dell’Ariston giovedì 26 febbraio.
“Negli anni in cui c’è una bellissima spinta dal basso nella stand up italiana, con comiche e comici incredibili, a Sanremo invitano il solito cafone che faceva ridere forse nel 1996. Forse. E non solo in questa edizione. Boh, raga, capito che è TeleMeloni, ma avete istinti suicidi”, scrive una utente.
“Rivoglio Amadeus! Che abbiamo fatto di male per meritarci queste co-conduzioni orride?”, si legge ancora, e infine la stoccata che ricorda il passato artistico, non proprio brillante, di Andrea Baccan, milanese classe 1965, ex impiegato nella gioielleria di famiglia che si è insinuato a Mediaset finendo a lavorare a Colorado: “Pucci, quello misogino, razzista e fascio? La voglia di seguire questo Sanremo è pari a zero” e “Anche il comico Pucci a Sanremo. Pucci, quello che ‘ti infilavano il tampone in una narice, se erano stronzi anche nell’altra, se erano ancora più stronzi in bocca, se invece ti chiamavi Zorzi, nel culo”, dice un altro, ricordando l’indelicata (eufemismo) battuta con la quale il comico, nel 2022, attaccò in uno dei suoi spettacoli l’influencer, vincitore del Grande Fratello Vip, Tommaso Zorzi.
Non ultima, anzi probabilmente è stata tra i primi, c’è Selvaggia Lucarelli, che ha dato il via a una scia di repliche al vetriolo sotto al suo post: “Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente!”.
La sfilza di tweet è arrivata dopo che nella mattinata, con un video postato sui social, Carlo Conti ha confermato le voci della co-conduzione di Lillo e l’aggiunta di un nuovo nome, quello appunto di Pucci voluto, ma ancora non è ben chiaro da chi, sul palco della 76ª edizione del Festival di Sanremo.
Intanto, Pucci dimostra la sua caratura di comico con un annucio fotografico sul proprio profilo Instagram che lo ritrae nudo, con le natiche al vento e una ciambella di salvataggio in mano, con lo sloga. “Sanremo, arrivo!”.
Basterebbe questo a far cedere il cuore anche al più fragile aspirante cabarettista, e chi se ne importa – penserà Pucci – se gran parte delle polemiche contro si lui si concentrano sulla natura delle sue tendenze politiche di destra, delle quali nel corso della sua carriera – cominciata sui piccoli palchi lombardi e arrivata al successo nella stagione 1993-94 con la partecipazione a La sai l’ultima dove raccontava barzellette – non ha mai fatto mistero. Anzi, in un’intervista a Il Giornale, rilasciata in occasione dell’assegnazione dell’Ambrogino d’oro, Pucci ha dichiarato – con orgoglio – di essere “l’unico comico di destra, anche quando era difficile farlo”.
E ora, se i social non scenderanno a protestare in carne e ossa davanti all’iconica facciata dell’Ariston, forse potrebbe anche entrare nella storia: sarà l’unico comico di destra mai apparso a Sanremo.