la Repubblica, 6 febbraio 2026
Flora Tabanelli: “Sono cresciuta senza tv e cellulare, ascolto solo la neve”
La corsa contro il tempo. Dopo una prima fase di riabilitazione al JMedical, il ritorno sulla neve. Non è Federica Brignone ma Flora Tabanelli, non è una campionessa del mondo di 35 anni ma una medaglia d’oro iridata diciottenne, non è lo sci alpino ma il Big Air del freeski in cui si decolla da una specie di trampolino (kicker) per volteggiare a 18 metri d’altezza di fronte a una giuria che valuta il numero di rotazioni effettuate su assi differenti, ampiezza del salto, utilizzo del grab con cui si afferra lo sci. Nata a Bologna, figlia di un’insegnante e del gestore del rifugio Duca degli Abruzzi a Corno alle Scale, Flora Tabanelli era una delle certezze azzurre fino al 7 novembre, quando si è lesionata il crociato anteriore del ginocchio destro nel Tirolo.
«Ma per ora il recupero va come speravamo – spiega Gabriele Thiebat, medico Fisi di freeski e snowboard –. Flora è passata con gradualità ai primi salti senza rotazione, poi alle evoluzioni sul materasso trasportate finalmente in pista. La prossima settimana si allenerà per la prima volta in un Big Air in vista della gara del 16 febbraio. L’obiettivo, lo sappiamo, è la medaglia».
Flora Tabanelli, lei aveva promesso di presentare un nuovo “trick”, un salto speciale per vincere l’oro: tutto rimandato?
«Ne volevo fare molti, non uno solo. Avevo messo gli sci una sola volta a fine estate in Nuova Zelanda, e c’era pure brutto tempo. Poi è arrivato l’infortunio: vedremo».
Aveva già una stagione complicata prima di farsi male: le Olimpiadi poi la maturità all’artistico dello Ski College di Pozza di Fassa.
«Dovrò concentrarmi anche sulla scuola, ma non credo che ci sia qualcosa in grado di impedirmi di dare il massimo in entrambi gli impegni: ci proverò come al solito».
Una sua avversaria sarà Ailing Eileen Gu, campionessa sino-americana, nata a San Francisco ma capace di parlare mandarino, idolo della Cina con due ori ai Giochi di Pechino: la sua gara sarà una delle più viste nel mondo.
«Non ci avevo ancora pensato. Lei è anche una modella, fa un sacco di cose, e al suo cospetto mi sento quasi una formichina. Ragazze come lei mi ispirano, sto cercando di arrivare al loro livello e fare gli stessi trick assurdi».
Lei è cresciuta a contatto con la natura e con lo sport, vivendo a lungo senza cellulare: cosa prova pensando di diventare famosa?
«Non mi spaventa. È strano, non sono abituata, però mi piace. Sicuramente sono grata di avere avuto dei genitori così».
È un’educazione ripetibile nella società attuale?
«I miei hanno sempre spinto me, mio fratello Miro e mia sorella Irene a vivere senza telefoni o apparecchi elettronici. Non avevamo la tv da piccoli, il tempo che non passavamo davanti allo schermo lo spendevamo all’aperto. Questo ci ha reso quello che siamo oggi, vorrei poterlo trasmettere ai giovani. Stare all’aperto e fare sport è uno dei più grandi insegnamenti. È inevitabile oggi avere un telefono, noi l’abbiamo avuto in prima superiore, però se lo dai a un ragazzino di nove anni crescerà con l’idea di non separarsene mai».
Cosa porta con sé in viaggio?
«Studio design, porto un blocco su cui disegno cose piccole, schizzi».
Ha vissuto qualcosa di speciale dopo l’oro mondiale?
«Mi è capitato un po’ per caso di andare a un concerto di Fabri Fibra: interessante».
Può essere una buona colonna sonora per un salto olimpico?
«Magari la mattina prima della gara, ma prima di un salto ascolto il silenzio: e il rumore della neve».
Con suo fratello campione nello stesso sport litigate?
«Negli ultimi anni litigando abbiamo capito qualcosa in più l’uno dell’altra, abbiamo risolto i problemi. Ci vogliamo sempre bene: però a volte litigare ci vuole».