corriere.it, 6 febbraio 2026
Padova, si sposa in ospedale prima di morire: non c’è tempo per ordinare le fedi, la madre le lavora all’uncinetto. La foto commovente postata dai medici
"Amor omnia vincit” recita il post dei medici padovani, che ha commosso gli utenti sui social. Nella foto, due anelli intrecciati con pazienza e amore, fatti di filo e di mani tremanti. Due fedi all’uncinetto la cui trama racconta il tempo che manca e la forza di un legame che non ha bisogno di metalli preziosi per essere eterno. Con quelle fedi, Riccardo Barettella, lunedì 2 febbraio, ha sposato Roberta Businarolo in una stanza d’ospedale a Schiavonia (Padova) pochi giorni prima di spegnersi a 57 anni.
La malattia, scoperta poco prima di Natale, aveva corso veloce, lasciando spazio solo all’essenziale. E l’essenziale, per Riccardo, era dire sì. Perché il male, come purtroppo accade, a volte non lascia il tempo di concedersi dalla vita nemmeno i sogni che sembrano così vicini. Il desiderio di Riccardo era che Roberta diventasse sua moglie. Chissà quante volte aveva immaginato quel momento. Chissà quante volte lo aveva programmato e organizzato nei minimi dettagli. Ma il male fulminante che lo aveva colpito appena un mese fa è mezzo fa non lasciava spazio ai preparativi, ogni ora era preziosa. A tessere le fedi all’uncinetto, in poche ore, è stata proprio la sua cara mamma Ivana, maestra in pensione. Un gesto carico d’amore e di dolore insieme, un ultimo dono a quel figlio che stava per essere strappato alla vita da una malattia che non lascia scampo e concede poco tempo anche per un addio.
Istruttore di parapendio, uomo libero per vocazione, Volare, per lui, non era soltanto uno sport, ricordano gli amici, ma un modo per ritrovare equilibrio e serenità. Sui social, dove era conosciuto come “Riccardo Voliamo Barettella”, sono decine i messaggi di cordoglio comparsi in queste ore. Riccardo, alla passione per il volo univa anche una profonda attenzione per gli altri. Si dedicava all’ippoterapia e alle attività con le persone con disabilità, convinto che la libertà dovesse essere un’esperienza accessibile a tutti. Professionalmente aveva lavorato a lungo nell’azienda di famiglia a Este, specializzata nella vendita di materiale elettrico, per poi proseguire come libero professionista, sempre con competenza e disponibilità. Riccardo e Roberta vivevano a Este.
La famiglia era già stata colpita da un grave lutto pochi mesi prima, con la scomparsa del padre Franco, imprenditore stimato e conosciuto nel territorio. Nel 2013 era scomparso prematuramente, a soli 40 anni, anche il fratello Corrado.
Dopo la morte di Riccardo i messaggi di affetto si sono moltiplicati. Amici, allievi e conoscenti lo ricordano come un uomo capace di lasciare tracce profonde, di insegnare a vivere con autenticità e a non avere paura dell’altezza e nemmeno dei sogni. E uno dei suoi sogni, quello di sposare Roberta, lo ha realizzato pochi giorni prima di spegnersi. Riccardo, oltre alla moglie, lascia la mamma Ivana e una comunità che continuerà a sentirlo presente ogni volta che lo sguardo si alzerà verso il cielo.