Il Messaggero, 5 febbraio 2026
Città e costo della vita, divario del 40% tra Milano e Catania
C’erano una volta le gabbie salariali. Operai e impiegati avevano diversi salari e stipendi a seconda della regione. Le gabbie furono abolite in nome dell’eguaglianza. Ma, come un fiume carsico, la questione delle gabbie riemerge periodicamente, e ha dietro una buona ragione.
Le statistiche Istat sulle differenze nel costo della vita da regione a regione dicono che l’eguaglianza non c’è, dato che lo stesso stipendio ha un differente potere d’acquisto: più elevato dove il costo della vita è più basso, e viceversa.
Le statistiche Istat sulle differenze geografiche nel costo della vita sono disponibili solo con molto ritardo. Ci sono altri modi per comparare il livello dei prezzi da città a città, e uno di questi modi è il ricorso a una piattaforma online che si chiama Numbeo (raggiungibile all’indirizzo internet numbeo.com). Questa piattaforma ricorre alla “saggezza delle folle": i dati sono contribuiti, giorno per giorno e ora per ora, da volontari che comunicano prezzi e affitti. E non solo: decine di milioni di dati per 479 città, da New York a Coimbatore (India), riguardano non solo i prezzi ma anche criminalità, inquinamento, traffico e altri indicatori della qualità della vita.
Abbiamo estratto da questi dati i numeri per 19 città italiane (tutto è parametrato facendo New York = 100). E abbiamo scelto due grandezze: il costo della vita affitti inclusi, e il potere d’acquisto. Quest’ultimo viene calcolato da Numbeo mettendo a confronto gli stipendi medi con il relativo livello dei prezzi.
I dati sono interessanti: delle 19 città, la meno cara è Catania e la più cara è Milano: c’è una differenza di circa il 40% fra il livello dei prezzi della città siciliana e quello della capitale lombarda. E cosa sorprendente ma non tanto Catania, che è in fondo alla classifica del carovita, è proprio per questo in cima alla classifica del potere d’acquisto: la differenza fra il potere d’acquisto di uno stipendio catanese e uno milanese è del 34% a favore di Catania. Si capisce perché uno che vinca un concorso per impiegato statale a Catania speri ardentemente di non essere mandato a Milano
Allargando lo sguardo alle principali città europee, Roma, Madrid e Mosca sono le meno care. Il che può far piacere ai romani, se non fosse per il fatto che i bassi livelli dei salari in Italia fanno sì che il potere d’acquisto dei romani sia inferiore a quello dei madrileni (con il 9% in meno), per non parlare dei cittadini di Zurigo (con il 50% in meno). Dato, però, che ogni spina ha la sua rosa, Roma e l’Italia più in generale dovrebbero essere attraenti per gli investimenti esteri: la vita costa meno e così pure la forza-lavoro.