Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 05 Giovedì calendario

Da De Mita a Craxi: Mastella regala una piazza a tutti

Clemente Mastella non amministra una città, gestisce un catalogo di strade. La sua Benevento sta diventando un deposito di nomi e carriere, un magazzino della memoria italiana: quando un leader non sa più bene quale sia il suo posto nella Storia, Mastella gli trova uno slargo. Si è in dubbio tra riabilitazione e damnatio memoriae? Arriva Clemente e diventi un parcheggio o una fermata dell’autobus.
Nel tariffario-Mastella, la Storia si misura in metri quadri. All’onorevole Alberto Simeone, negli anni 90 campione delle preferenze sannite per Alleanza Nazionale, ha concesso un’aiuola. “La più bella della città”, ha giurato Clemente al Corriere del Mezzogiorno, “l’ha apprezzata anche Italo Bocchino”. Al suo padre politico, Ciriaco De Mita, ha donato un intero parco urbano, inaugurato a giugno con parole sognanti: “Tra me e lui scoccò la fiamma dell’innamoramento politico, vide in me saggiamente il talento che grazie a lui, poi io ho avuto la capacità e la sorte di valorizzare, anche per la mia comunità cittadina in questo tratto sindacale del mio cammino”. Ora tocca a Bettino Craxi. Una piazza, anzi un piazzale: la nostalgica toponomastica mastelliana torna a volgere alla Prima Repubblica e copre l’intero arco della destra: da quella post missina al socialismo rampante di Tangentopoli.
Dunque, tocca a Craxi. Nome, cognome e titolo in targa: “Presidente del Consiglio”. Il resto, da Mani Pulite alla latitanza, non sporca nemmeno i marciapiedi. La cerimonia di intitolazione si svolge sabato mattina col figlio Bobo. “Non un omaggio al passato, ma un richiamo alla politica di oggi”, sottolinea Clemente al Corriere. Bene così: la memoria ridotta a Google Maps e i conflitti risolti con la segnaletica.