il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2026
Referendum, Rai in trincea per il Sì: uno show a Cerno
Una striscia quotidiana nuova di zecca, in onda dal prossimo 3 marzo, a mezzogiorno su Rai2, della durata di 5 minuti. Con la conduzione di Tommaso Cerno, per analizzare un fatto del giorno, soprattutto il referendum sulla giustizia, poiché a marzo saremo in piena campagna referendaria, con il voto previsto il 22 e il 23. Anche in questo modo la destra cerca di darsi una mano, ché il risultato della consultazione sulla riforma Nordio non è più scontato.
Ma c’è di più. Per sostenere il Sì cosa c’è di meglio che un sottile screditamento della magistratura? E così qualcuno in via Asiago si è fatto venire in mente una genialata: mandare in onda la fiction Portobello, diretta da Marco Bellocchio e interpretata da Fabrizio Gifuni, proprio a ridosso della settimana referendaria. Una serie in 6 puntate sulla storia di Enzo Tortora, il popolarissimo presentatore vittima di uno degli errori giudiziari più clamorosi della Repubblica: arrestato il 17 giugno 1983 con l’accusa di essere un boss della camorra, Tortora fu scagionato solo anni dopo, ma ne soffrì a tal punto da ammalarsi e morire, nel 1988. L’idea però pare già accantonata: Portobello, prodotta anche da Rai Fiction, farà il suo esordio il 20 febbraio su Hbo, per concludersi alla fine di marzo, a referendum archiviato. Difficile che il prodotto sia disponibile per la tv pubblica mentre è ancora in onda su Hbo.
Ma torniamo a Cerno. Circa tre settimane fa a Palazzo Chigi è scattato l’allarme rosso, da quando i sondaggi hanno iniziato a fotografare la grande rimonta del No. L’ultima rilevazione Ipsos-Doxa, per esempio, dà il Sì alla riforma al 50,9% e il No al 49,1%. La partita si è dunque riaperta e il risultato si giocherà sul filo di lana. Inutile dire che a Palazzo Chigi l’allerta è massima e da qui (Giovanbattista Fazzolari) sarebbe partito un input verso Giampaolo Rossi e Paolo Corsini: fare di tutto per sostenere il Sì. Cosa non facile, visto che è già in atto la par condicio, con talk e tg che devono muoversi tra le maglie strette dei regolamenti elettorali. Così, come rivelato anche da La Notizia, ecco spuntare l’idea Cerno: una striscia quotidiana di 5 minuti a mezzogiorno, subito dopo I Fatti Vostri, per andare a prendere un pubblico vasto e diverso, ovvero chi guarda la tv a ridosso dell’ora di pranzo, che magari del referendum sa poco o nulla. E non si baderà a spese: sono già stati prenotati uno studio a Roma e uno a Milano, visto il pendolarismo tra le due città del giornalista. Che, come autore, avrà al suo fianco ancora Alessandro Usai, cognato di Alessandro Giuli, che già lavora con lui allo spazio informativo dentro Domenica In. Insomma, tutto fa brodo per non perdere il referendum, come ha dimostrato pure il secco no del governo al voto a studenti e lavoratori fuori sede.
“Cerno su Rai2 conferma un servizio pubblico piegato alla propaganda di governo”, protestano i parlamentari Pd della Vigilanza Rai. Mentre i 5 Stelle parlano di “un’imbarazzante operazione di regime”. Dichiarazioni che ieri mattina sono planate in Via Asiago proprio mentre si stava tenendo una riunione tra la direzione approfondimento, i capistruttura, il responsabile dei palinsesti e il coordinamento generi per mettere a punto i dettagli del nuovo programma. Che però, a quanto risulta, va avanti. Esordio previsto: martedì 3 marzo.