repubblica.it, 5 febbraio 2026
Il primo assegno da 500 dollari di Steve Jobs all’asta record: 8,1 milioni per i cimeli di Apple
Non è solo un pezzo di carta. È l’inizio di un’avventura destinata a fare la storia della tecnologia: il primo assegno firmato da Steve Jobs e Steve Wozniak, cofondatore di Apple. Cinquecento dollari, messi nero su bianco il 16 marzo 1976 per il designer Howard Cantin, progettista della scheda madre dell’Apple-1, che all’asta online della RR Auction di Boston sono diventati 2,4 milioni di dollari, cinque volte la stima iniziale. “Si tratta del documento finanziario più importante nella storia della Mela”, dice Bobby Livingston, vicepresidente esecutivo della casa di aste. “Rappresenta la prima vera transazione commerciale di Jobs e Wozniak, e i collezionisti hanno riconosciuto la sua importanza più di qualsiasi altro oggetto Apple mai messo sul mercato”.
Quell’assegno è uno dei cimeli di Jobs battuti all’asta per la cifra record di 8,1 milioni di dollari, nel complesso. La vendita risale al 29 gennaio scorso, ma è stata resa nota soltanto oggi, e nell’elenco ci sono anche il prototipo Apple-1 in fibra di vetro (2,7 milioni di dollari) e il primo estratto conto bancario da Wells Fargo, istituto di San Francisco, aggiudicato per 828.569 dollari. La prima copia del numero di febbraio 1984 di Macworld, rivista firmata da Jobs e Wozniak, è invece rimasta invenduta.
Battuti anche gli oggetti personali di Jobs che erano nelle mani della famiglia del patrigno, John Chovanec. Compreso lo scrittoio che l’informatico americano utilizzava da adolescente, con appunti, diari e documenti legati ai suoi primi lavori in Hewlett-Packard e Atari, venduto per 81.989 dollari, e una collezione di papillon colorati che ha superato di gran lunga le aspettative, toccando quota 113.580 dollari. E ancora: cimeli musicali, poster promozionali Apple, biglietti da visita dell’azienda con le annotazioni personali di Jobs. “Steve non voleva nessuno di questi oggetti e nemmeno i miei figli”, racconta Chovanec alla rivista Wired. “Rimanevano lì a prendere polvere, ora altri potranno goderne”.
Negli ultimi anni gli oggetti appartenuti a Jobs hanno continuato a registrare quotazioni record. Un biglietto da visita Apple del 1983 firmato dal padre dell’iPhone è stato venduto per 181.183 dollari nel 2024; un iPhone di prima generazione per 63.000 dollari, nel 2023; i suoi sandali Birkenstock per 218.750 dollari nel 2022. "Esiste un legame emotivo molto forte tra Steve Jobs e i collezionisti. Chi avvia aziende tecnologiche o Internet – commenta ancora Livingston – sente un legame speciale con Apple”.
L’operazione conclusa qualche giorno arriva a pochi giorni dal cinquantesimo anniversario della fondazione di Apple. Lì, negli oggetti venduti online, ci sono le radici della multinazionale nata il 1° aprile 1976 in un garage di Los Altos, in California. E i primi passi di un brand che ha cambiato tecnologia e costume. In tutto il mondo.