repubblica.it, 5 febbraio 2026
Artemisia Gentileschi, il suo autoritratto venduto a oltre 5 milioni di euro
Un autoritratto di Artemisia Gentileschi nelle vesti di Santa Caterina d’Alessandria ha stabilito un nuovo record d’asta per l’artista sul mercato internazionale. Infatti è stato battuto a New York da Christie’s per 5,69 milioni di dollari (circa 5,23 milioni di euro) ben oltre le stime iniziali (tra i 2,5 e i 3,5 milioni), segnando un ulteriore conferma della centralità di Artemisia nel canone del Seicento europeo. Il precedente record della pittrice risaliva al 2019, quando una Lucrezia era stata aggiudicata a Parigi per 5,25 milioni di dollari.
L’opera appartiene a un nucleo raro: è uno dei soli cinque autoritratti conosciuti dell’artista e, secondo gli studiosi, potrebbe essere il più antico. Artemisia vi si raffigura giovanissima, probabilmente prima dei vent’anni, durante il periodo fiorentino (tra il 1613 e il 1620), scegliendo di incarnare Santa Caterina, figura di martire sapiente e determinata (e molto diffusa nella pittura del Seicento) con cui costruisce una sottile ma profonda identificazione.
La santa tiene la palma del martirio e la ruota dentata, attributi iconografici tradizionali, ma il volto è quello di una donna viva, consapevole, che rivolge lo sguardo allo spettatore con fermezza. Il risultato è un’immagine che unisce devozione, auto rappresentazione e affermazione professionale. Non a caso le indagini tecniche sul dipinto hanno rivelato che l’opera nacque come autoritratto secolare e venne solo successivamente trasformata in immagine sacra. Un dettaglio non di poco conto che illumina sia il processo creativo dell’artista sia la sua consapevolezza del mercato e delle aspettative dei committenti.
Il risultato d’asta arriva in un momento particolarmente favorevole per la fortuna critica dell’artista. L’opera, recentemente concessa in prestito al Nasjonalmuseet di Oslo, è già stata richiesta per la mostra Artemisia Gentileschi: The Triumph of Painting, in programma nel febbraio 2028 alla Nivaagaard Collection in Danimarca.
Come ulteriore segnale dell’interesse crescente per l’artista da parte delle istituzioni museali internazionali, la National Gallery of Art di Washington ha recentemente annunciato l’acquisizione di Maria Maddalena in estasi (1625). Il dipinto, che raffigura la santa in uno stato di intensa trasformazione spirituale, è considerato vicino per soggetto a un’opera perduta di Caravaggio del 1606 e sarà esposto al pubblico a partire dalla fine di febbraio. La National Gallery ha sottolineato come l’ingresso del dipinto “ampli in modo significativo la collezione di pittura barocca italiana”, aggiungendo un’opera chiave di una delle protagoniste del Seicento.