D - la Repubblica, 5 febbraio 2026
Pieter Mulier è il nuovo direttore creativo di Versace
La giostra della moda continua. Dal prossimo primo luglio Versace, marchio dallo scorso maggio nell’orbita del Gruppo Prada della famiglia Bertelli, ha un nuovo direttore creativo. E per la sorpresa assolutamente di nessuno, si tratta del belga Pieter Mulier, che lo scorso venerdì 30 gennaio ha lasciato il ruolo di designer da Alaïa, brand di Richemont. Le voci sul suo imminente arrivo si inseguivano da mesi: praticamente dal momento in cui, lo scorso dicembre, Dario Vitale (in passato brand image director di Miu Miu, di proprietà Prada: un bell’intreccio tra marchi) ha abbandonato la posizione dopo soli otto mesi, e con una sola – ben accolta – sfilata all’attivo; due giorni fa ha debuttato la sua unica campagna pubblicitaria, firmata da Steven Meisel. Una rottura davvero repentina, che lasciava intendere come il Gruppo Prada nella figura di Lorenzo Bertelli, neo-presidente esecutivo del marchio della Medusa, avesse già chiaro chi per loro avrebbe potuto disegnare il brand.
La teoria è confermata dallo stesso Bertelli, che spiega: “Mentre consideravamo l’acquisizione di Versace, abbiamo individuato in Pieter Mulier la persona giusta per il ruolo di designer del brand. Siamo fiduciosi che saprà esprimere pienamente il potenziale di Versace e instaurare un dialogo profondo con la storia e l’estetica distintiva del marchio; siamo entusiasti di intraprendere questo percorso insieme”.
Va aggiunto che l’ipotesi Mulier è sempre stata quella più plausibile per diversi motivi. Prima di tutto perché al momento è il creativo più richiesto del settore: il lavoro che ha fatto su Alaïa è eccellente, e ha fatto tornare la maison in cima alla lista dei desideri dei consumatori. Non a caso, più volte è stato dato in arrivo in tutti i brand che in questi mesi hanno cambiato direzione creativa ma sinora aveva sempre rifiutato. Inoltre, a fare la differenza qui sono stati forse altri due elementi. Prima di tutto, la presenza di Raf Simons, co-direttore creativo di Prada, migliore amico e mentore di Mulier. Possibile che la presenza di Simons abbia in qualche modo facilitato il dialogo. A giocare a favore della decisione sono state forse anche le dimensioni del marchio: pur essendo uno dei nomi più celebrati e amati della moda, Versace è relativamente più contenuto rispetto ai nomi che fanno capo ai colossi del lusso, in cui vige una burocrazia piuttosto complessa da gestire. Mulier non ha mai fatto mistero di apprezzare le situazioni più raccolte.
Non resta che assistere al suo debutto, anche se non si sa ancora nulla su tempi e modalità. Noi attendiamo fiduciosi.