repubblica.it, 5 febbraio 2026
Andrea, ammutinamento dei domestici dopo i file Epstein: “Si rifiutano di servirlo”
La servitù dell’ex principe Andrea è in rivolta. Sembra essere un vero e proprio ammutinamento contro il fratello minore di re Carlo, che lunedì scorso ha sfruttato le tenebre della notte per sloggiare dal maestoso Royal Lodge, la magione da trenta stanza nella tenuta di Windsor, dove ha vissuto per decenni prima dello scandalo Epstein. Ora, dopo lo sfratto e la revoca dei titoli decisi dal furioso sovrano, Andrew Mountbatten-Windsor ha traslocato momentaneamente nella “piccola” Wood Farm, nella tenuta reale di Sandringham (nell’inglese Norfolk), in attesa che la sua nuova residenza fissa, la “Marsh Farm”, venga completata.
Ma i servitori, o molti di essi, sembrano già boicottare il famigerato ex duca di York. Secondo il Sun, tira così una brutta aria che i responsabili dei domestici del Wood Farm hanno permesso ai dipendenti di rifiutarsi di servire Andrea. “È stato detto loro che non sono obbligati a servirlo o a lavorare per lui se si sentono a disagio”, rivela una fonte al tabloid, “difatti c’è già un elenco piuttosto lungo di persone che hanno detto “no, grazie”. Comprensibilmente, c’è molto malcontento, dal momento che Andrea ormai è diventato un paria totale”.
Non è chiaro se Andrew Mountbatten-Windsor manterrà alcuni dei membri del suo storico staff domestico a tempo pieno quando si trasferirà a Marsh Farm. Tra questi, ci sono almeno un valletto, un maggiordomo e uno chef personali. Il problema è che, una volta completato il trasloco nella sua residenza definitiva, dovrà anche finanziarsi il proprio personale, a differenza del passato: “Le persone che hanno lavorato con lui per anni lo stanno abbandonando”, continua un’altra fonte al Sun, “con ogni probabilità resterà, nel migliore dei casi, uno staff ridotto all’osso. È possibile che, per la prima volta nella sua vita, Andrea debba aprire personalmente la porta d’ingresso ai visitatori”.
Lo scandalo Epstein, intanto, continua a travolgere l’ex principe, il figlio preferito e cocco della regina Elisabetta II. Dopo la foto gattoni e scalzo su una donna stesa a terra, ieri dai file è emerso che lui e il pedofilo americano avrebbero pagato 200mila euro “una spogliarellista per un’orgia a tre” a Palm Beach, in Florida, nel 2006. Non solo. In altre missive, Ghislaine Maxwell, storica amica di Andrea nonché complice e compagna di Epstein, fa capire che la celebre foto di lei, l’ex principe e Virginia Roberts Giuffre scattata a Londra nel 2001 sia autentica. È un altro ferale colpo ad Andrea, che nella catastrofica intervista alla Bbc nel 2019 si era difeso millantando come lo scatto avrebbe potuto essere un fake. Non solo: la stessa Maxwell smonta l’alibi dell’ex duca per la presunta notte di sesso (e la relativa foto) con Virginia Roberts Giuffre – “ero andato a Woking per accompagnare mia figlia a un compleanno” – giudicandolo poco credibile.
Anche l’ex moglie di Andrea, la 66enne Sarah Ferguson, è finita nell’epicentro delle ultime e imbarazzanti pubblicazioni degli Epstein Files. Nelle quali chiede continuamente soldi ad Epstein, addirittura si fa accompagnare dalle figlie Eugenia e Beatrice, in visita dal pedofilo, soltanto 5 giorni dopo il suo rilascio dal carcere per la prima condanna nel 2008 e si congratula con Epstein per la “nascita di un maschietto”. In ogni caso, anche “Fergie” ha ricevuto l’ordine di lasciare il Royal Lodge che condivideva con l’ex marito dal 2008 e non si sa ora dove sia. Ieri il portavoce di Sir Richard Branson, l’imprenditore britannico anche lui citato negli Epstein Files, ha smentito le voci secondo cui Fergie si sarebbe rifugiata nel suo resort di Necker Island, nei Caraibi: “Sir Richard non ha avuto alcun contatto con Sarah Ferguson dopo la pubblicazione dei file Epstein e, contrariamente a quanto riportato da alcuni media, può confermare che non si trova neppure a Necker Island”.