repubblica.it, 5 febbraio 2026
Salvata dal tumore prima di nascere, Sofia operata nel ventre della mamma
Ventotto medici, sei ore di sala operatoria e una procedura mai tentata prima in Italia per rimuovere un tumore gigante dal petto di una bambina. È la storia del “miracolo” della piccola Sofia, operata quando ancora era sospesa tra la vita intrauterina e il mondo esterno, per sconfiggere una patologia rarissima. È successo lo scorso 31 dicembre all’Azienda Ospedaliera di Padova, quando a Sofia è stata rimossa una massa tumorale di 14 centimetri che le opprimeva il torace. Un mix di tecnologia d’avanguardia e sangue freddo ha portato al successo di questo intervento record.
Quando i medici hanno scoperto che Sofia era affetta da un rarissimo tumore polmonare (un FIL, riportato solo 23 volte nella letteratura medica mondiale), hanno capito che la piccola non avrebbe mai potuto respirare una volta fuori dall’utero: la massa era così grande da averle schiacciato i polmoni e spostato il cuore nella parte destra del petto. Per salvarla, i chirurghi hanno agito in “fase di transizione”, dopo un parto a metà.
Sofia è stata estratta solo parzialmente con un taglio cesareo. Mentre era ancora collegata alla placenta materna, che le forniva ossigeno, i medici l’hanno connessa all’Ecmo, un macchinario per la circolazione extracorporea, bloccando temporaneamente il cordone ombelicale.
A quel punto Sofia è stata trasferita bimba nella sala operatoria adiacente, dove è stata sottoposta a toracotomia neonatale per asportare dai polmoni la massa tumorale di 14 centimetri. Si è trattato di un intervento durato sei ore che ha permesso finalmente al suo cuore di tornare nella posizione corretta e ai polmoni di espandersi. Dopo un mese di cure intensive, Sofia è stata dimessa il 30 gennaio. “Ora sta bene e avrà una vita normale”, assicurano i medici di Padova, che hanno trasformato una diagnosi drammatica in un successo della medicina italiana.
Per la mamma di Sofia, Noemi Sartori, e papà Stefano Meda, 35enni di Colceresa (Vicenza), dopo la grande paura, resta solo la gratitudine per quegli “angeli” in camice bianco che hanno regalato a Sofia la sua seconda, vera nascita. “Saremo eternamente grati a questi medici, che hanno fatto qualcosa di straordinario, trasmettendoci in continuazione tutta la loro umanità”, dicono.
“È stata dura vederli con gli occhi lucidi in sala parto, ma sapevamo di aver messo in ottime mani il destino della nostra primogenita”, aggiungono Durante la presentazione alla stampa dell’intervento Sofia dormiva beatamente nel suo passeggino. “È stata dimessa il 30 gennaio e le sue condizioni sono buone”, dichiara Paola Veronese, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia.
“Avrà una vita normale, la seguiremo passo dopo passo, anche perché ormai siamo tutti suoi zii acquisiti”, conclude.