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 2026  febbraio 05 Giovedì calendario

Rafael Mini: “Uno slalom per San Marino, poi torno a scuola”

Mezzofondista di passaggio, violinista mancato, terzino a calcetto per passatempo. Sciatore sintetico: ha iniziato sull’unica pista in zona, fondo in plastica. Mezzo cuore in Argentina: per mamma Carolina, nata a Rosario. Passaporto della Repubblica di San Marino: Rafael Mini, 17 anni, alle Olimpiadi è l’unico atleta a rappresentare i circa 33mila abitanti del microstato sulle pendici del Titano. Porterà la bandiera, poi parteciperà alle gare di gigante (14 febbraio) e slalom (16). Fino a ieri, è stato dietro ai banchi di scuola a Novafeltria, Rimini.
Cosa studia? «Chimica e biotecnologie sanitarie, quarto anno di superiori. Penso che sia un indirizzo che mi darà molte opportunità di lavoro, anche nello sport. Magari come fisioterapista. Di sicuro diventerò maestro di sci».
Come si vive a San Marino? «Bene, bellissimi paesaggi. Un po’ scomodo con i trasporti».
Passaporto italiano? «Potrei, ma per ora ancora non ce l’ho».
Come ha iniziato con lo sci? «A circa tre anni, seguendo mio papà Fabrizio, perito elettronico, sammarinese di babbo italiano. Lui faceva anche snowboard. Mi ha prima fatto fare un corso su una pista sintetica all’aperto, in plastica».
Plastica? «È un po’ come sciare sul ghiaccio. Serve per imparare le basi. Fino ai nove anni mi è bastato, poi sono andato sui monti a Carpegna».
E poi? «Sono entrato in uno sci club, e da lì si è aperta la strada».
Fino all’Olimpiade. Come ci è arrivato? «Requisiti raggiunti con gare anche in capannone, pure a Dubai».
La pista nel centro commerciale? «Sì, neve farinosa».
Bormio la conosce? «Mai stato».
A cosa punta ai Giochi? «Non a vincerli».
Scaramantico? «No, a parte certe routine e lo stesso scaldacollo bianco da sempre».
Chi vorrebbe conoscere a Bormio? «Giovanni Franzoni, gli vorrei chiedere cosa ha provato a vincere. E il norvegese Atle Lie McGrath, che in slalom ha una bellissima tecnica».
Mai stato in Argentina? «Qualche anno fa a trovare i parenti di mia mamma, che adesso lavora alle poste, ed è nata a Rosario. Bella città, mi piace, e seguo anche la squadra dove è cresciuto Lionel Messi, i Newell’s Old Boys, che ha sede nel quartiere di mia mamma. Anche se il mio cuore batte per la Juve».
Altri sport che segue? «D’estate faccio kite surf, sempre per colpa di mio padre. Ho fatto qualche gara di atletica, mezzofondo. Gioco anche a calcetto con gli amici, amatoriale. Vado in bici e seguo anche il ciclismo, adoro Pogacar: quando gli altri non ce la fanno ad andare su, lui ti strappa e va via. Un bellissimo ignorante. E poi, sempre la Formula 1, anche se è diventato uno sport molto di strategie».
Piloti preferiti? «Charles Leclerc: mi fa emozionare quando vince. E poi quelli senza peli sulla lingua: Max Verstappen, Fernando Alonso».
Altri interessi? «Ascolto musica, trap e hip hop. Studio Tha Supreme, che ha portato nuove stile e innovazione, ha una bella matita, ha partecipato al testo della sorella, Mara Sattei, che sarà in gara a Sanremo. E poi 22Simba, che racconta la provincia, mi interessa».
Lei scrive o suona? «Immagino dei racconti, leggo i testi delle canzoni. E ho suonato il violino da bambino: è un po’ come la scrittura in corsivo, sei sempre attaccato alle corde».