Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 05 Giovedì calendario

Epstein, nuove ombre su David Copperfield: l’isola privata, le foto con Ghislaine e le indagini del 2007 (poi archiviate). L’Fbi: «Avevano un rapporto molto stretto»

Quello tra Jeffrey Epstein e David Copperfield, oggi 69 anni, era un «rapporto molto stretto». Lo pensavano, e lo hanno messo per iscritto, gli agenti dell’Fbi che indagavano sul mago nel 2007. L’illusionista più famoso e ricco del mondo lo ha sempre negato, e quelle indagini non hanno portato a un’incriminazione. Ma a ogni nuova pubblicazione di documenti relativi al finanziere pedofilo – gli ormai famosi «Epstein files» – si torna a parlare dei legami tra i due, più volte al centro delle attenzioni degli inquirenti e della stampa. L’ultima tranche non fa eccezione, perché il nome di Copperfield compare più volte. 
Tra i documenti divulgati alla fine del 2025, ci sono anche delle foto (non datate) che ritraggono Copperfield abbracciato a Ghislaine Maxwell, figlia dell’editore Robert Maxwell ed ex compagna e complice di Epstein. Immagini in cui i due paiono molto a loro agio l’uno con l’altra e che sembrano essere state scattate sull’isola privata del finanziere. Tra i «files» pubblicati all’inizio del 2026, invece, c’è uno scambio di mail tra una donna di nome Nadia ed Epstein, risalente al 2015. Lei gli manda un link su Musha Cay, l’isola privata delle Bahamas di proprietà di Copperfield, e gli chiede «quando l’ha acquistata?», lui risponde: «Dopo che gliel’ho detto io». 

È il Guardian a fare il punto sui legami tra Copperfield e il finanziere – morto suicida in carcere nel 2019 – attraverso la ricostruzione dell’inchiesta del 2007 (poi archiviata) e l’analisi dei documenti emersi solo ora. Ma non è la prima volta che il quotidiano britannico mette sotto accusa l’illusionista. Nel maggio 2024, il Guardian aveva pubblicato una lunga e articolata inchiesta su Copperfield, con la testimonianza di 16 donne (molte delle quali minorenni all’epoca dei fatti) che lo accusavano di abusi sessuali e comportamenti inappropriati, compresa la somministrazione di sostanze stupefacenti. Le presunte violenze sarebbero avvenute tra la fine degli anni ’80 e il 2014. Gli avvocati di Copperfield hanno definito le accuse del Guardian «false e del tutto prive di fondamento».
Il più recente articolo del quotidiano, però, si concentra sui legami tra il finanziere pedofilo e il celebre illusionista, basandosi per lo più su quanto emerso negli ultimi giorni sulla già citata indagine del 2007. L’Fbi, allora, si era mossa dopo la denuncia presentata da una donna di Seattle di nome Lacey Carroll, che accusò Copperfield di averla violentata sulla sua isola privata, Musha Cay. La stessa che l’illusionista, secondo quanto scrive Epstein nella mail emersa con l’ultima tranche di documenti, avrebbe acquistato dopo una dritta del finanziere. 
Come detto, l’indagine è stata poi archiviata, nel 2010 (secondo il Guardian, gli inquirenti potrebbero essersi trovati in difficoltà perché il presunto abuso sarebbe avvenuto alle Bahamas, e dunque non sul suolo americano). Copperfield, insomma, non è mai stato incriminato e non c’è stato un processo sulle accuse di stupro ai suoi danni. Con la pubblicazione dei nuovi «files», però, emergono nuovi dettagli su quell’inchiesta e soprattutto sui legami con le indagini già allora in corso su Epstein (incriminato per induzione alla prostituzione nell’estate del 2006, in Florida).
Le sovrapposizioni sospette, almeno secondo gli inquirenti di allora, riguardano persone e date. Nel memo dell’Fbi del 12 dicembre 2007, scritto dagli agenti operativi a Seattle e indirizzato ai colleghi di Miami, si parla di «una serie di potenziali testimoni» che si ipotizzava potessero aver avuto una relazione con Copperfield e/o aver lavorato per lui. Tra loro anche due donne che – si legge – «sono o potrebbero essere testimoni» anche nell’indagine su Epstein allora in corso in Florida. 
Nel memo si dice anche che durante le perquisizioni effettuate nelle proprietà di Copperfield era stato riscontrato un apparente «buco di 13 anni» nei suoi archivi personali: gli investigatori non avevano trovato «documenti cartacei» relativi al periodo dal 1993 al 2005. Come se alcune carte fossero state eliminate, insomma. Nel report, gli agenti puntualizzano che si trattava del periodo in cui Epstein avrebbe potuto, secondo loro, venire a conoscenza di indagini sul suo conto (la prima denuncia nei suoi confronti risale al 1996, a New York).
Gli agenti parlano di «un chiaro legame» tra Copperfield ed Epstein e della necessità di fare ulteriori indagini per «determinare se entrambi condividessero una predilezione per le minori» e «se fossero coinvolti nel segnalarsi a vicenda possibili vittime». 
Tra gli «Epstein files» pubblicati negli ultimi giorni c’è anche un altro memorandum, in parte censurato, che risale al novembre 2019 (dunque dopo il suicidio di Epstein). Anche questo sembra essere stato scritto da un agente dell’Fbi coinvolto, a suo tempo, nell’indagine su Copperfield del 2007. 
E contiene accuse pesanti: si parla di dipendenti dell’illusionista impegnati a «identificare giovani donne nel pubblico dei suoi spettacoli» e a portarle «nel backstage» da sole, addirittura si nomina un «taccuino» con elenchi di donne con cui lui avrebbe avuto rapporti. «Ricordo che il nome di Epstein è emerso più volte nelle nostre indagini e Copperfield sembrava avere un rapporto molto stretto con Epstein», scrive l’autore o autrice del memo, di cui non si conosce l’identità. 
Tutti gli elementi citati in questi memo, è bene ribadirlo, non sono in alcun modo dimostrati. Entrambi i documenti (quello del 2007 e quello del 2019) erano pensati per un uso interno: fotografavano lo stato delle indagini e le piste su cui gli agenti si stavano concentrando, riassumendo le loro ipotesi e le conclusioni a cui erano giunti. Nulla più. Alla luce di quanto poi emerso in merito ai crimini di Epstein, però, l’indagine del 2007 su Copperfield – sebbene archiviata – suscita oggi domande ulteriori. Soprattutto se letta in parallelo all’inchiesta del Guardian sui presunti abusi commessi da Copperfield.
Gli avvocati di Copperfield, allo stato attuale, non hanno risposto alle domande del Guardian sui documenti appena resi pubblici. E non risultano prese di posizione dell’illusionista in merito. 
Nel 2024, i legali dell’illusionista avevano dichiarato al Guardian che il loro assistito «non era amico di Jeffrey Epstein», precisando che qualsiasi insinuazione secondo cui Copperfield fosse amico del finanziere pedofilo «è totalmente falsa e frutto di una distorsione da parte dei media». Lui ed Epstein, insistono, erano «al massimo conoscenti» e si erano incontrati solo in «poche» occasioni. Copperfield, inoltre, ha ripetutamente negato di aver mai commesso abusi sessuali o comportamenti inappropriati.