corriere.it, 5 febbraio 2026
Intervista a Fabrizio Matta
«Vivo in un castello e ci sono i fantasmi. Probabilmente sono di una famiglia del Roero. Una volta, però, un visitatore mi ha detto che uno ricordava Berlusconi». Fabrizio Matta parla così, con naturalezza, mescolando soprannaturale e politica. Sessantatré anni, perito gemmologo del Tribunale di Torino, esperto d’arte e consigliere comunale nel Cuneese, è il presidente del neonato «team Vannacci» torinese. L’iniziativa è partita da tredici sostenitori del generale Roberto Vannacci, appena uscito dalla Lega per dare vita al movimento Futuro Nazionale. Tra i promotori compare anche Mario Borghezio, ex eurodeputato del Carroccio. Un gruppo che guarda a destra e rivendica valori «di una volta», pronto a strutturarsi anche sotto la Mole.
Come è nato tutto?
«Dalla stima verso il generale. Poi Borghezio mi ha chiesto se potevo partecipare e ho aderito prontamente».
Come si è avvicinato al generale Vannacci?
«Ci siamo incontrati a Ventimiglia durante una riunione, un anno fa, mi ha colpito. Non è un politico come gli altri, è diverso. Può avere successo con gli italiani veri. Sono sicuro che con lui il nostro Paese potrà andare meglio».
Perché oggi va male? Non le piace il governo Meloni?
«No, è buonissimo. Grazie a Giorgia il nostro paese è stimato a livello internazionale. È apprezzata anche da Vannacci».
Quindi non è una rottura definitiva con il centrodestra?
«No, andremo insieme. Ci saranno accordi penso, ma deciderà il generale. Io sono solo un caporale».
Come mai allora Vannacci è uscito dalla Lega?
«Lì non ci sono i valori che vuole trasmettere, forse le sue idee non sono apprezzate. È andato via giustamente. È ora di cambiare».
Lei ha mai fatto politica prima d’ora?
«No, però mi è sempre piaciuta. Ho anche incontrato Berlusconi una volta».
Ah si? Dove?
«A Palazzo Grazioli, a Roma».
Per fare cosa?
«Aveva chiamato alcuni professionisti e imprenditori da Torino e avevo partecipato volentieri».
E com’è finita?
«Che o fai politica o fai l’imprenditore e in quel momento scelsi la seconda. Spero invece che questa nuova avventura vada diversamente».
Come si colloca politicamente?
«Sono abbastanza di destra, per l’Italia vera. Bisogna tornare ai valori di una volta, sono un po’ spariti nella nostra Italia».
Che valori?
«Quelli del generale»
Quali?
«Lealtà, obbedienza, famiglia, patria, dio»
Poi?
«Va reintrodotto il servizio militare, i ragazzi di oggi sono sbandati».
E il militare li farebbe stare meglio?
«Si, imparerebbero l’educazione»
A proposito dei valori del generale: Vannacci è stato criticato in passato per aver detto che gli omosessuali non sono normali e che i veri italiani sono bianchi, lei che ne pensa?
«Condivido il pensiero del generale, non voglio aggiungere altro».
Vannacci verrà a Torino?
«Entro febbraio sicuramente».
Ci sarete alle elezioni comunali del prossimo anno? Lei sarà candidato?
«Vediamo, dipende da Vannacci».
Si parla di Maurizio Marrone come candidato sindaco del centrodestra.
«È un mio amico, è un nome fantastico».
Dove l’ha conosciuto?
«Ci siamo incontrati a diverse feste».
Cioè?
«Niente di politico, eventi»
Quindi Marrone potrebbe battere Lo Russo?
«Sì. A Torino purtroppo vince sempre la sinistra, ma spero che dopo i disordini legati ad Askatasuna la popolazione capisca che c’è bisogno di aria nuova».
Hanno chiesto spesso a Vannacci di dichiararsi antifascista, lei lo è?
«Penso che sia una domanda difficile per uno di destra, comunque direi di sì».