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 2026  febbraio 05 Giovedì calendario

Scudo penale esteso e «accertamento» (non fermo) di 12 ore. Le correzioni dal Colle

L’esame è stato severo. Sergio Mattarella ha inforcato gli occhiali martedì e per un giorno intero ha letteralmente studiato il «tomo» del pacchetto sicurezza.
Alla luce del dettato costituzionale, la penna del presidente della Repubblica ha cassato gli aspetti più controversi del decreto e del disegno di legge che riguardano la sicurezza. La cornice resta, i vessilli dell’esecutivo anche. La premier Giorgia Meloni potrà rivendicare la «stretta», rilanciata con durezza dopo la brutale aggressione di Torino agli agenti di polizia, ma senza esasperazioni e senza torsioni rispetto ai diritti fondamentali sanciti dalla Carta. «Nessun braccio di ferro» assicurano nel governo, dove però ammettono che il confronto è stato «franco» e potrà dirsi concluso solo in giornata, col via libera del Consiglio dei ministri previsto per le ore 16. All’ordine del giorno un decreto e un disegno di legge. Un terzo testo, solo sull’immigrazione, sarà varato in un secondo momento, non oggi.
Il capo dello Stato si è trovato davanti a norme definite dai giuristi del Colle «molto spinose» e «con tanti aspetti difficili da migliorare» su libertà fondamentali, contrasto ai migranti, lotta ai «maranza» e via inasprendo. Eppure la scelta di Mattarella è stata quella della cautela, per scongiurare plateali contrasti e per non dare l’impressione (sbagliata) che il Quirinale voglia intralciare l’azione del governo.
Le critiche comunque arriveranno, sia da destra che da sinistra, dove di certo c’è chi avrebbe voluto da Mattarella un’azione ancora più energica e «politica», per stoppare la stretta securitaria. Alla mediazione che – salvo colpi di scena – ha favorito l’intesa, ha molto contribuito Alfredo Mantovano, salito al Colle ieri all’ora di pranzo per recepire le correzioni del presidente. Il sottosegretario si è congedato così: «Presenterò questa proposta alla premier Meloni». E le rispettive fonti assicurano che l’incontro è andato «benissimo». Se mai Meloni e Salvini hanno avuto la tentazione di tirar dritto, fino a rischiare lo strappo, la suggestione è presto rientrata. Prova ne siano le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Noi abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti».
Il governo ha già preso atto dei rilievi di Mattarella e li ha tradotti in norme, dopo riunioni tecniche che continueranno anche in mattinata. Su due passaggi il bianchetto quirinalizio è calato con maggior decisione: il fermo preventivo di polizia e lo scudo per gli agenti, entrambi destinati a entrare nel decreto legge. La linea invalicabile del capo dello Stato è che un cittadino non può essere fermato dalla polizia solo per un «atteggiamento sospetto», come voleva l’ala dura del governo. Perché una persona venga privata della libertà, è stata la richiesta di Mattarella, devono esserci gravi indizi a carico, come una tuta da black block nello zaino, un casco, un’arma impropria. Si tratterà dunque di un «accertamento» che dovrà essere comunque comunicato all’autorità giudiziaria. In poche parole: i soggetti trovati in possesso di oggetti, travisati o che hanno precedenti se si ritiene che rappresentino un pericolo possono essere «accompagnati» negli uffici di polizia o carabinieri avvisando il pm per un massimo di 12 ore. Quanto allo scudo penale, altra norma spuntata dalle cesoie del Colle, Mattarella non ha detto no, ma ha richiamato il governo al rispetto della Carta: «Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge». Ecco perché sarà prevista l’introduzione di garanzie legali per gli operatori delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni, estese anche ai cittadini comuni come forma di ampliamento della legittima difesa. Ci sarà sempre nel decreto la stretta sulle armi bianche. E cioè il divieto «di vendita di coltelli e armi atte a offendere ai minori di 18 anni», con sanzioni amministrative pecuniarie fino a 12.000 euro e revoca della licenza per i venditori (anche online). Infine per quanto riguarda la resistenza e i controlli: è prevista l’ introduzione di un illecito penale specifico per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia fuggendo in modo pericoloso.
Escono dal pacchetto la cauzione per chi organizza le manifestazioni, tasto su cui pigiava Matteo Salvini. Ma anche la cosidetta «norma Almasri» che prevedeva la consegna allo Stato di appartenenza di persone ritenute pericolose, sospesa dopo i rilievi dei tecnici del Quirinale per possibili profili di contrasto con i trattati internazionali. Per quanto riguarda il ddl la novità più importante è quella del Blocco navale: l’interdizione dell’attraversamento delle acque territoriali per periodi da 30 giorni a 6 mesi in caso di minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale.