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 2026  febbraio 04 Mercoledì calendario

Povertà, l’assegno di Meloni copre solo 1,5 milioni di persone. Flop formazione

Quasi una famiglia italiana su cinque gravita attorno alla soglia di povertà, dice l’Alleanza contro la povertà. Nel frattempo, come emerge dai dati Inps diffusi ieri, l’Assegno di inclusione (Adi) continua a raggiungere una platea piuttosto limitata e si riduce anche la durata media dei corsi di formazione per i beneficiari del Supporto formazione lavoro (Sfl).
L’Adi, la misura che ha sostituito il Reddito di cittadinanza, è stata percepita nel 2025 da 833 mila nuclei, circa 1,9 milioni di persone. Sono le famiglie che hanno preso almeno una mensilità nel corso dell’anno: se però guardiamo quanti stanno ricevendo il sussidio in questo momento, il dato aggiornato a dicembre 2025 si ferma a 647 mila nuclei, meno di 1,5 milioni di persone.
All’inizio del 2025, il governo Meloni ha reso un po’ più generoso l’assegno, alzando a 10.140 euro il requisito di Isee che prima era a 9.360 euro, un adeguamento comunque inferiore all’inflazione di questi anni. La platea è salita poco più dell’8% rispetto al 2024. I beneficiari restano una piccola parte dei 5,7 milioni di poveri assoluti contati dall’Istat. Anche il Supporto formazione lavoro (Sfl), dopo la modifica che ha innalzato a 500 euro il rimborso per chi segue corsi di formazione, ha leggermente aumentato la platea: dalle 132 mila persone del 2024 a 175 mila del 2025. Le mensilità medie percepite si sono però ridotte: erano 5,5 nel 2024 e nel corso del 2025 sono scese a 5. Sono quindi state aiutate più persone, ma per un tempo medio più breve
. Sfl è infatti un sostegno che si riceve solo per la durata del corso di formazione frequentato e i percettori riescono a ottenerlo solo per pochi mesi l’anno, come dimostrano i numeri medi. Ancora una volta non viene diffuso il dato su quanti corsi hanno portato a veri posti di lavoro, malgrado la ministra Marina Calderone continui a dire che “Adi e Sfl hanno superato la precedente visione assistenzialista rendendo concreta la prospettiva delle politiche attive del lavoro”.
L’Alleanza contro la povertà, che riunisce associazioni e sindacati, presenterà domani un nuovo rapporto di analisi e proposte. Dal documento viene fuori che, oltre al 10,9% di famiglie in povertà assoluta, abbiamo l’8,2% che si colloca di poco sopra la soglia, quindi quasi il 20% vive attorno alla soglia. “Le politiche di contrasto – dice l’Acp – non stanno funzionando bene”.