Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 04 Mercoledì calendario

Il Pentagono dichiara guerra ai Boy Scout: “Basta con la cultura d’inclusione”

Il Pentagono ha dichiarato guerra ai Boy Scout d’America, accusandoli di essere inclusivi, ma forse l’organizzazione di scout potrebbe accettare le condizioni poste dal governo. Il dipartimento della Difesa ha minacciato di tagliare ogni collaborazione con “Scouting America” a causa delle politiche inclusive della più grossa organizzazione giovanile americana, di ispirazione religiosa, nata nel 1910.
L’avvertimento è stato pubblicato sui social dal portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ed è arrivato sei mesi prima del raduno degli scout in programma a luglio in un parco naturale in West Virginia, dove dovrebbero essere impiegati la Guardia Nazionale e i reparti medici e di sicurezza. L’assenza di questi aiuti metterebbe a rischio tutto l’evento, chiamato National Jamboree. L’organizzazione giovanile è da tempo nel mirino del segretario alla Difesa Pete Hegseth, da quando gli Scout hanno permesso l’ingresso delle ragazze e, nel 2024, cambiato nome in “Scouting America”, lasciando quello di Boy Scout per essere più inclusivi.
Hegseth è uno dei più accaniti oppositori delle politiche “woke” che tutelano ragazze, disabili e minoranze etniche. L’empatia è considerata un sentimento di debolezza. Secondo il Washington Post, il governo sarebbe arrivato a un passo dalla rottura. Negli ultimi giorni il Pentagono aveva finalizzato i piani per interrompere ogni supporto agli scout, richiedendo pareri alla Guardia Nazionale e alle componenti in servizio attivo sul potenziale impatto di questa decisione. In quel caso, Scouting American perderebbe anche l’accesso alle strutture militari. Questo avrebbe un impatto enorme sui figli dei militari che partecipano alle truppe scout nelle basi americane all’estero.
Ma il caso, reso pubblico dal Pentagono, potrebbe aver trovato una svolta. È stato lo stesso portavoce della Difesa, dopo le minacce, a dichiarare che l’accordo è vicino, perché l’organizzazione si sarebbe “fermamente impegnata a un ritorno ai principi fondamentali”. “Si torna a Dio e alla patria, immediatamente!, ha scritto Parnell, criticando le decisioni “inaccettabili” prese dall’organizzazione negli ultimi anni, definite “contrarie ai valori di questa amministrazione”, inclusi “l’abbraccio della politica inclusiva e altre posizioni ideologiche di giustizia sociale e fluidità di genere”. Al momento non è chiaro se l’accordo verrà raggiunto e quali concessioni farà Scouting America.