repubblica.it, 4 febbraio 2026
Scontri a Torino: liberi con obbligo di firma due degli arrestati, uno ai domiciliari
Domiciliari per Francesco Simionato, obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri: ha deciso così stamattina la giudice Irene Giani al termine dell’udienza di convalida dell’arresto dei tre manifestanti finiti in manette dopo la guerriglia di sabato al termine del corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, a Torino. In sostanza i tre escono tutti dal carcere Lorusso e Cutugno, dov’erano entrati dopo le quasi due ore di guerriglia in corso Regina Margherita.
Simionato, 22 anni di Grosseto, è accusato di concorso in lesioni e rapina perché faceva parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista. Campaner, 35enne di Grugliasco, e Desideri, torinese di 31 anni, hanno partecipato al lancio di pietre e bottiglie verso le forze dell’ordine.
La procura aveva chiesto il carcere per tutti e tre. Nell’ordinanza si legge che quella avvenuta a Torino il 31 gennaio è stata una vera e propria “guerriglia urbana” preceduta da un’azione “evidentemente preordinata e organizzata” da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. La giudice ha anche fatto cenno alla “brutale aggressione” subito da una troupe della Rai.
"Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”. Lo scrive sui social pubblicando un articolo di Torino today (dal titolo: “Scontri e devastazione Askatasuna, scarcerati gli uomini arrestati") il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini.
Un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione
La procura, intanto, ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione, visto che i 1.500 violenti hanno danneggiato corso Regina con per 164mila euro solo ai beni pubblici, come quantificato dal sindaco Stefano Lo Russo nel Consiglio comunale di lunedì. Gli investigatori della Digos, coordinate dai pm Chiara Molinari ed Emilio Gatti, stanno analizzando ore e ore di filmati, sia le telecamere di videosorveglianza sia le immagini amatoriali caricate sui social. L’obiettivo è dare un volto ai protagonisti degli scontri, anarchici e antagonisti, in arrivo da tutta Italia ma anche dalla Francia.
Per quanto riguarda la rapina, riferita al casco e agli altri oggetti sottratti all’agente durante l’aggressione, la giudice ha detto che non ci sono indizi sussistenti per applicare una misura in riferimento a questo reato. Riferisce l’avvocata del grossetano, Elisabetta Montanari: “La giudice ha ritenuto che ci fossero indizi sufficienti per il reato di lesioni, anche se ha riconosciuto un ruolo marginale del mio assistito. Per questo faremo ricorso al tribunale del riesame perché a nostro parere non ha nessun ruolo neanche nelle lesioni al poliziotto”.
"Siamo contenti della decisione del giudice, anche se riteniamo di essere del tutto estranei agli incidenti. Per questo valuteremo la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame”. Lo ha dichiarato l’avvocato Stefano Coppo, difensore di Matteo Campaner, il trentacinquenne di Grugliasco (Torino) che era stato arrestato per gli scontri del 31 gennaio al termine del corteo Pro Askatasuna, e che è stato scarcerato con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’uomo resta indagato per resistenza e violenza pubblico ufficiale. All’udienza di convalida, oltre ad avere negato qualsiasi coinvolgimento in azioni contro le forze dell’ordine, si era detto “inorridito” dall’aggressione alle poliziotto Alessandro Calista messa in atto da una mezza dozzina di dimostranti.