corriere.it, 4 febbraio 2026
B&b, è partita la grande retromarcia a Roma: il 50% dei proprietari si è pentito e li chiude
La crisi dei b&b: chiusa la Porta Santa si chiudono anche le porte di molte abitazioni destinate nell’anno del Giubileo ad ospitare turisti e pellegrini, per tornare sul mercato come «residenziali». Un fenomeno che è iniziato perfino dai primi mesi del 2025, dicono le statistiche, che si è consolidato durante gli ultimi mesi dell’anno scorso, destinato a stabilizzarsi quest’anno.
Secondo il portale «SoloAffitti», infatti, già nel 2025 si è vista un’accelerazione trimestre per trimestre di immobili che, abbandonati i pellegrini, sono tornati ad essere disponibili per gli abitanti della Capitale o di chi deve vivere a Roma per studio o per lavoro per mesi o anni: vanno dal +5,4% del primo trimestre al più 16,4% del terzo trimestre. I calcoli, più nei particolari, dicono che già nei primi nove mesi dell’anno scorso vi sono stati 3.579 immobili in più rispetto l’anno precedente affittati con contratti residenziali, con un notevolissimo balzo in avanti verso la fine del 2025, dove si arriverebbe a 15mila nuovi contratti residenziali stipulati nel quarto trimestre. Quasi 20 mila abitazioni, dunque, che non sarebbero più b&b o case vacanze, ma di nuovo appartamenti per chi vive a Roma in modo stabile o con tempi comunque lunghi. Non solo.
La rete «SoloAffitti» sulla Capitale ha rilevato, sempre nel 2025, un più 27,6% di immobili disponibili sul mercato non turistico rispetto al 2024, concentrati soprattutto dal secondo trimestre in poi. Secondo queste cifre sarebbero così molti i proprietari di immobili che si potrebbero definire i «pentiti del Giubileo»: o perché non hanno avuto tante prenotazioni come pensavano di riuscire ad avere – e sarebbe questo il motivo principale – o perché spaventati in un secondo tempo dall’impegno che gestire un b&b o una casa vacanze comporta. La realtà si sarebbe rivelata, infatti, più complessa del previsto tra costi di gestione, incertezza sui flussi e crescente regolazione. E, secondo i calcoli di molti portali, circa un proprietario su due, il 50%, tentata l’avventura dell’affitto «breve» durante il Giubileo, sta tornando sui suoi passi.
«Quello che stiamo osservando è un effetto di rientro molto chiaro – commenta Silvia Spinelli, ceo di SoloAffitti -. Una parte dei proprietari, che nel 2024 aveva scelto di uscire dalla locazione residenziale per puntare sugli affitti brevi legati al Giubileo, sta tornando sui propri passi. È una dinamica che nasce da aspettative molto elevate e da una realtà che, per molti, si è rivelata più complessa del previsto. I numeri mostrano un’accelerazione trimestre dopo trimestre nel 2025 – aggiunge – segnale che non si tratta di casi isolati, ma di una tendenza strutturale. La locazione residenziale torna ad essere percepita come una forma di investimento meno esposta al rischio e più compatibile con un’idea di rendimento nel tempo. È su questo equilibrio che, nei prossimi mesi, si giocherà una parte importante della stabilità del mercato della locazione a Roma».
«In molti non hanno lavorato secondo le loro aspettative – spiega Federico Traldi, presidente di Albaa, l’associazione laziale dei b&b – perché i pellegrini hanno una spesa media pro capite più bassa del turista, e non sono venuti qui per vedere Roma ma per motivi religiosi. In molti sono andati a dormire nei conventi, negli istituti religiosi e nelle aree attrezzate per i sacchi a pelo, non nelle strutture ricettive extra alberghiere. Oggi a Roma ci sono circa 45mila strutture come alloggi turistici, e l’occupazione media resta sempre bassissima. Forse quest’anno vi sarà, però, un incasso medio più alto, forse costeranno un po’ di più, come già successo nel 2001, anno successivo al Giubileo del Duemila, con un incremento delle spese turistiche superiore al 10%. Speriamo che lo stesso accada nel 2026. Ma, nonostante tutto, siamo sempre in troppi».