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 2026  febbraio 04 Mercoledì calendario

Il ministero «spegne» tre autovelox su quattro

Era atteso da oltre 33 anni. Ieri il governo ha notificato a Bruxelles la bozza di decreto del ministero dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox. In realtà un testo era già stato trasmesso nel marzo scorso, ma venne ritirato, dopo le polemiche, per «ulteriori approfondi-menti». Ora – come è in grado di anticipare il Corriere – è stato inviato con poche modifiche rispetto a quello precedente. Il Mit punta su un impianto tecnico-regolatorio che in modo auto-matico «sana» modelli già approvati. «Sono 15, mentre tutti gli altri andranno spenti», dice il comandante della Polizia locale di Verona, Luigi Altamura. La bozza ha un corposo allegato tecnico. «Disciplina le tarature iniziali e quelle periodiche, le verifiche di funzionalità, i controlli di conformità sulla produzione, il software di misura e la gestione dei dati e distingue i componenti che incidono direttamente sulla misurazione della velocità da quelli accessori e fissa regole rigide per ogni modifica dopo l’omologazione», spiega Altamura. Per il Mit, sui 3.873 autovelox oggi censiti sulla sua piattaforma digitale, rispettano i criteri del decreto «poco più di mille». In pratica, dovranno essere disattivati tre misuratori su quattro. Bruxelles ora ha tempo fino al 4 maggio per verificare la compatibilità con il diritto dell’Ue e formulare eventuali osservazioni. Solo dopo il decreto potrà arrivare in Gazzetta. Il testo, però, fa già discutere. Mario Gatto di Globoconsumatori, avverte: «Prevedo valanghe di ricorsi, perché va contro un principio del Codice ribadito dalla Cassazione: l’omologazione deve avere natura tecnico-pratica e non solo “cartolare”, come avviene pure in questa bozza, perché deve certificare che il prototipo soddisfi requisiti metrologici e normativi». Il nodo giuridico lo inquadra Leonardo Ferrara professore di diritto amministrativo all’Università di Firenze: «Un decreto non può discostarsi dal Codice della strada: farlo significherebbe violare il principio di legalità e quello, connesso, della prevalenza delle fonti di rango primario sui regolamenti e sugli atti amministrativi». Sul contenzioso, aggiunge, «non cambierebbe molto rispetto a oggi: le sanzioni resterebbero illegittime e i giudici potrebbero continuare ad annullarle, applicando l’indirizzo della Cassazione». L’unica differenza sarebbe procedurale: «I guida-tori dovrebbero impugnare, insieme al verbale, pure la disposizione del decreto ministeriale. Una questione di tecnica processuale che non incide sulla sostan-za». Giordano Biserni di Asaps protesta: «In Italia non si vogliono gli autovelox e se passa l’idea che le multe possano essere annullate, verrà meno anche l’effetto deterrente, con ricadute dirette sulla sicurezza». I contenziosi vanno avanti. Il giudice di pace di Sanremo non solo ha annullato una multa del Comune di Ventimiglia perché l’autovelox era «approvato ma non omologato» ma ha condannato l’ente per lite temeraria. «È innegabile – riporta la sentenza – che continuare a opporsi sempre per gli stessi motivi a ricorsi fondati sulle decisioni della Cassazione costituisce un abuso del processo» e «ingolfa la giustizia costringendo i giudici a tornare continuamente su questioni già decise in modo costante nello stesso senso».