Corriere della Sera, 4 febbraio 2026
La puntata su Maduro rapito. Così la famiglia del tycoon guadagna con le scommesse
La simultaneità è un caso, eppure anche un segno dei tempi: Donald Trump e Vladimir Putin puntano sul business delle scommesse in rete per consolidare il potere, soddisfare le persone della propria cerchia e generare risorse.
Queste ultime sono per lo Stato, nel caso di un regime russo a caccia di fondi per continuare a finanziare la guerra. Sono per la famiglia invece nel caso di Trump, perché la miscela fra gioco d’azzardo online, social media e criptovalute promette bene; anche se dietro non ci fossero i potenziali conflitti d’interesse.
Di certo negli Stati Uniti il giro d’affari delle piattaforme predittive sta esplodendo. Sempre più persone puntano denaro nel tentativo di vincerne prevedendo eventi futuri: «Gli Stati Uniti acquisteranno la Groenlandia nel 2026?» (sulla piattaforma di scommesse Polymarket ieri riteneva di sì il 21% dei partecipanti, con volumi da sette milioni di dollari); oppure: «il prossimo Paese che gli Stati Uniti bombarderanno è la Somalia?» (sì per l’85% degli scommettitori). Fra giovedì e venerdì scorsi, quando si è capito che Trump avrebbe nominato Kevin Warsh presidente della Federal Reserve, sul nome del banchiere centrale sono girate scommesse per 385 milioni di dollari solo su Polymarket. Le puntate su Warsh hanno iniziato a impennarsi ore dopo la visita dell’economista alla Casa Bianca di giovedì mattina, mai annunciata pubblicamente.
Non c’è evidenza di insider trading, come invece era avvenuto poche ore prima che l’amministrazione comunicasse l’attacco a Caracas e l’estrazione del suo dittatore Nicolas Maduro. Allora qualcuno su Polymarket aveva puntato 32 mila dollari sul quel «risultato» (allora ritenuto molto improbabile) e ha vinto oltre 400 mila dollari. Difficile capire chi sia questa persona e se abbia legami con Trump, perché su Polymarket i pagamenti avvengono tramite stablecoin non tracciabili. Di sicuro in questo tipo di piattaforme la remunerazione funziona come nei derivati: meno scommesse si concentrano su un’opzione, più essa diventa remunerativa se si avvera.
Ma il mondo delle piattaforme è in pieno cambiamento anche per una ragione specifica: le impronte di Trump e della sua famiglia sono ovunque.
Non solo molte delle scommesse riguardano decisioni che prenderà il presidente degli Stati Uniti. Soprattutto, lui e la sua famiglia sono entrati in tutte le grandi piattaforme di scommesse online e ne stanno persino creando un’altra. In agosto Donald Trump Jr, uno dei figli, è diventato azionista attraverso il fondo di venture capital 1789 e membro del consiglio «consultivo» di Polymarket. Per l’appunto il mese dopo la Commodity Futures Trading Commission, il regolatore americano che vigila su questi sistemi di scommesse, ha approvato le attività di Polymarket.
Mesi prima, in coincidenza con il giuramento del padre quale presidente degli Stati Uniti, Donald Jr era diventato anche «consulente strategico» (remunerato) della piattaforma Kalshi.
Kalshi è concorrente di Polymarket, l’altra grande piattaforma attraverso la quale gli utenti scommettono sulle decisioni a venire di Trump e su altri esiti politici, sportivi oppure meteorologici.
È probabile che il ruolo di Donald Jr sia ricercato proprio perché c’è l’idea che apra le porte dei regolatori americani e garantisca un trattamento di favore.
Del resto il business è attraente. Al punto che lo stesso Donald Trump padre nell’autunno scorso ha deciso di lanciarsi: sta sviluppando «Truth Predict», un concorrente di Polymarket e Kalshi che viaggerà sul suo social Truth. Chi se ne occupa, se il presidente ha altro da fare alla Casa Bianca? Sempre Donald Jr, che del resto sta già facendo esperienza.
Così attraente è il business da aver attratto anche Putin. Il governo russo sta legalizzando i casinò online, secondo il giornale di opposizione online The Bell. Tassare il giro d’affari al netto delle vincite, stima il governo di Mosca, garantisce l’equivalente di 1,3 miliardi di dollari l’anno da gettare nella guerra. Ma anche un altro beneficio: la concessione andrebbe all’oligarca Umar Kremlev, molto vicino al capo della sicurezza personale di Putin Alexei Rubezhnoy. Ogni uomo forte capisce che i membri del suo clan vanno tenuti caldi e contenti.