Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 04 Mercoledì calendario

L’ex leghista choc sul pestaggio: pallottole in testa agli aggressori

«La soluzione giusta ed equilibrata è sparare una pallottola cadauno, piantata nel cervello» contro chi ha aggredito sabato scorso gli agenti di polizia alla manifestazione di Torino. A lanciare la frase choc è Luigi Felicioni, commissario della Lega a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. L’esponente del Carroccio, che ha detto di essersi dimesso dalla Lega Abruzzo proprio il 31 gennaio scorso, in concomitanza con gli scontri di Torino. Felicioni ha scritto le sue frasi su Facebook e poi le ha confermate con un video sempre sui social, un video in cui il politico abruzzese ribadisce la sua posizione e chiarisce di aver commentato a titolo personale e ribadendo di essere «una persona ovviamente pacifica, democratica e che comunque non risponde di nessun porto d’armi nella sua vita». Le sue parole hanno suscitato reazioni dure. «Non è un problema mio – sostiene Felicioni —: viene ritenuto assolutamente scortese nell’ambito del politicamente corretto. Non mi interessa. Io sono così una persona libera al di là delle parti politiche». Felicioni accusa il «livello di garantismo talmente assoluto, talmente anacronistico che mette sui due stessi piani aggressore e aggredito, delinquente e vittima. Per me non esiste questo». Pronte le reazioni del centrosinistra. «Invocare pallottole e “pulizia” non è libertà di pensiero: è barbarie verbale che legittima la violenza e avvelena il clima democratico», replica il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli insieme ai parlamentari dem Michele Fina e Luciano D’Alfonso.