Corriere della Sera, 4 febbraio 2026
«Ho un sogno e ora vado lontano». Il piano per il 2027, in Europa verso AfD
«Proseguo la mia strada da solo e vado lontano». Ha deciso di tirare dritto Roberto Vannacci, usando un’espressione più rotonda ma non meno netta di una celebre affermazione di quel passato che tante volte è tornato nelle sue evocative esternazioni pubbliche. Il deputato europeo lascia la Lega perché ha un programma ambizioso per l’Italia. «Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo». E già stasera a Modena, nella sala di un albergo sold out da settimane, farà la sua prima uscita pubblica per presentare ufficialmente il suo manifesto. Il paziente lavorìo di mesi sta arrivando a compimento. Un simbolo (contestato), un manifesto, un centro studi ubicato nel castello di Castellar Ponzano nell’Alessandrino. E gli iscritti ai Team Vannacci nati sui territori da trasbordare nel nuovo partito. Con vista sulle Politiche del 2027.
Nell’ottobre 2024, dal palco della sua prima Pontida, sbeffeggiava chi ipotizzava una sua discesa dal Carroccio: «Io ci credo nella parola data e nell’onore». Ora, però, scioglie motu proprio quel patto che Matteo Salvini aveva voluto istituzionalizzare affidandogli l’incarico da vicesegretario, con mugugni furibondi di molti dei suoi, per proclamarsi unico interprete di una politica coerente e alternativa al sistema di cui accusa di far parte, senza dirlo esplicitamente, anche la Lega. «Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci». Un riferimento nemmeno troppo larvato al voto positivo che i leghisti hanno dato al decreto per gli aiuti all’Ucraina.
Proprio il voto contrario dei due deputati Rossano Sasso e Edoardo Ziello, vicinissimi al generale, è stata l’ultima provocazione che ha portato alla rottura definitiva. Di qui, un violento colpo di acceleratore. Il deposito di un simbolo di un partito nuovo, Futuro Nazionale, con Vannacci indicato come segretario. Lì per lì la valanga non si è più fermata.
«Da oggi (ieri, ndr) Futuro Nazionale è una realtà» proclama Vannacci mentre in Europa il gruppo dei Patrioti lo accompagna alla porta (potrebbe entrare in quello di Europa delle nazioni sovrane con l’estrema destra tedesca di AfD). E spiega: «La mia destra non è un menù à la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati». Torna il linguaggio colorito, pieno di aggettivi e di affermazioni icastiche. «La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. È l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano». Il solco lungo cui intende muoversi è quello consolidato e che ne ha fatto il personaggio dirompente che nel 2024 conquistò oltre 550 mila preferenze.
L’addio al partito di cui è stato vicesegretario per otto mesi, senza mai versare nemmeno un centesimo degli emolumenti incassati a Bruxelles, era nelle cose. Un ménage che si è trascinato senza che né Vannacci né la gran parte dei leghisti (a parte Salvini e i suoi fedelissimi) manifestasse mai, se non amore, almeno un minimo interesse a convivere. E così il generale torna solo al comando rinverdendo antichi ardori. Nome e simbolo sono pronti – ma Open rivela che il nome è già stato registrato nel 2011 da un consigliere regionale abruzzese morto nel 2020, mentre il marchio è contestato da Francesco Giubilei —, il manifesto è stato abbozzato, le iniziative sul territorio per raccogliere fondi si intensificheranno. Ora deve assoldare le truppe e indicare l’approdo.
Quanto alle prime, i nomi di chi potrebbe seguirlo a breve sono quelli dei deputati Sasso e Ziello, di quel Domenico Furgiuele che la scorsa settimana era alla testa dei movimenti neofascisti che volevano tenere una conferenza stampa alla Camera. Ma sarebbe pronto a marciare con il generale anche Emanuele Pozzolo, il deputato poi espulso da Fratelli d’Italia che a Capodanno del 2024 ferì con un colpo di pistola un partecipante alla festa. Mentre è certa l’adesione di Massimiliano Simoni, l’unico consigliere regionale eletto con la Lega in Toscana, e probabile quella del collega veneto Stefano Valdegamberi.
La collocazione? Vannacci dice di volere essere «un serio interlocutore del centrodestra». Ma subito la Lega alza le barricate: «Chi esce dal centrodestra aiuta la sinistra».