ilmessaggero.it, 3 febbraio 2026
Vaticano, spunta un nuovo divieto per i dipendenti: vietato consumare pasti durante l’orario di lavoro
In Vaticano è tassativamente vietato consumare pasti durante l’orario di lavoro. Non ci sono eccezioni, nemmeno un panino ripieno al salame. Dopo il divieto dei tatuaggi per chi lavora nella basilica di San Pietro, ora al di là del Tevere spunta un’altra regola all’apparenza draconiana, stavolta però diretta al personale laico che è inquadrato sotto la Direzione Economia del Governatorato. In una circolare che porta la data odierna e la firma dei vertici della direzione economica viene chiesto agli impiegati e agli operai di attenersi strettamente alle prescrizioni del Regolamento interno che raccomanda «diligenza, esattezza e senso di responsabilità» e obbedienza verso i propri superiori. Inoltre sottolinea l’importanza di non perdere tempo con «occupazioni estranee al proprio ufficio» e, nello specifico – si legge-, viene «reputato necessario elencare alcuni comportamenti che, oltre a risultare contrari alle previsioni regolamentari, sono considerati irrispettosi nei confronti dei colleghi facenti parte della stessa comunità lavorativa» per esempio «consumare pasti durante l’orario di lavoro, utilizzare il telefono d’ufficio e anche il cellulare personale per chiamate personali prolungate nella propria postazione durante l’orario lavorativo».
Naturalmente i comportamenti ritenuti contrari alle norme sono passibili di sanzioni disciplinari previa segnalazione dei superiori o anche di un collega.
Completa la circolare la riflessione tratta dai numerosi interventi di Papa Leone sul bisogno di costruire all’interno delle piccole comunità lavorative un buon clima di collaborazione e serenità, di armonia e fiducia. «Il personale è tenuto a vivere il porprio lavoro con serenità e favorire, parimenti, in tal senso, il lavoro dei colleghi collaborando al mantenimento di un clima improntato a cordialità e reciproca stima».
Il 24 novembre scorso Papa Leone ha approvato il nuovo il Regolamento della Curia romana che si applica alla Segreteria di Stato, ai Dicasteri, agli Organismi di Giustizia e agli Organismi Economici che sostituisce quello approvato da San Giovanni Paolo II nel 1999. Da nessuna parte però si è mai fatta menzione – nemmeno nei regolamenti interni – del divieto di mangiare qualcosa se si ha fame mentre si lavora, magari davanti al computer.