Il Messaggero, 3 febbraio 2026
Il Tesoro dà mandato a sei banche per collocare un nuovo Btp a 15 anni
L’emissione di titoli pubblici italiani dopo la decisione di S&P di alzare le prospettive sul Paese riparte da un nuovo Btp a 15 anni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato mandato a un pool di banche per collocare via sindacato un nuovo bond con scadenza al primo ottobre 2041. Sull’operazione ci sono la spagnola Bbva, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Goldman Sache e Jp Morgan. Il Tesoro sceglie quindi una scadenza lunga dopo aver aperto la stagione dei collocamenti a gennaio con una operazione dual-tranche da 20 miliardi, fatta dall’emissione di un Btp a 7 anni e dalla riapertura del bond green. Nel corso dell’ultimo mese si sono poi susseguite una serie di operazioni a breve e medio-lungo termine, l’ultima in ordine di tempo giovedì scorso assegnando titoli per circa 8,5 miliardi con una domanda pari a una volta e mezzo l’ammontare offerto.
Il collocamento a investitori istituzionali è il primo dopo che venerdì scorso S&P ha portato da stabile a positivo il proprio outlook sull’Italia, citando il miglioramento dei conti pubblici e un solido bilancio con l’estero. Anche i livelli di spread, il differenziale di rendimento con i Bund decennali tedeschi termometro della solidità delle finanze pubbliche di un Paese, viaggiano ormai sempre a ridosso dei 60 punti e nelle ultime settimane sono scesi anche attorno a quota 58 (ieri ha chiuso a 61,3).
Roma prevede per tutto il 2026 emissioni lorde complessive a medio e lungo termine tra 350 e 365 miliardi, sostanzialmente in linea con il 2025, il cui dato è stato influenzato da una serie di operazioni di riacquisto di Btp in scadenza quest’anno, il cui ammontare è abbastanza consistente: 256 miliardi di euro. A gennaio, intanto, il fabbisogno statale è stato di 9,8 miliardi.