il Giornale, 3 febbraio 2026
Il report dell’Europa sull’odio anarchico: "18 attacchi su 21 avvenuti in Italia"
L’Italia rischia di diventare il luogo di ritrovo per gli antagonisti di tutta Europa che si preparano ad alzare la tensione in vista delle elezioni politiche del 2027. Quanto avvenuto a Torino sabato scorso con la manifestazione a sostegno di Askatasuna potrebbe essere solo la prima avvisaglia di una escalation di attacco allo Stato che ha il nostro Paese come terminale ma che si ramifica in tutta Europa. Non c’è infatti solo la rete dei collettivi, dei centri sociali, dei pro Pal italiani ma esiste un coordinamento tra i gruppi antifa a livello transnazionale alcuni dei quali sono arrivati in Italia la scorsa settimana e potrebbero tornare nei prossimi mesi.
A guidare la pattuglia degli antagonisti europei c’è “la banda del martello”, un’organizzazione con sede in Germania ma con ramificazioni anche in Francia, non a caso nei muri di Torino sono comparse scritte in francese proprio con il marchio “la banda del martello”. Non è una novità che questo gruppo agisca al di fuori dei confini della propria nazione, in Italia è diventato noto al grande pubblico dopo il caso di Ilaria Salis a Budapest. La Salis è stata infatti imputata insieme ad altre due persone tedesche di cui uno dei due è stato “accusato di appartenere alla cosiddetta Hammerbande, la banda del martello, si è dichiarato colpevole, ed è stato immediatamente condannato a tre anni di reclusione”.
Quando lo scorso novembre il Dipartimento di Stato americano ha designato quattro nuove organizzazioni come terroristiche (tra cui il gruppo italiano della Federazione Anarchica Informale), la banda del martello era la prima indicata nell’elenco. Il gruppo, noto anche come Antifa Ost o Antifa East “ha condotto numerosi attacchi contro individui che percepisce come fascisti o appartenenti alla scena di destra in Germania tra il 2018 e il 2023 ed è accusato di aver condotto una serie di attacchi a Budapest a metà febbraio 2023”.
Tra le altre realtà inserite c’è Giustizia Proletaria Armata, un gruppo greco anarchico e anticapitalismo “che ha tentato e condotto attacchi con ordigni esplosivi improvvisati (IED) contro obiettivi del governo greco” e il gruppo (anch’esso greco) di autodifesa di Classe Rivoluzionaria che “collega le sue azioni a più ampie questioni politiche e sociali e cita l’opposizione alle strutture capitaliste, alla repressione statale e la solidarietà con la Palestina”. Non è un caso che la Palestina sia un collante tra questi mondi.
A testimonianza della presenza a Torino di una rete internazionale ci sono i numeri forniti dalle forze dell’ordine. Tra il 29 e il 31 gennaio sono state controllate ai caselli, nelle stazioni e negli aeroporti 772 persone vicine ai centri sociali e sono stati identificati cinquantaquattro stranieri di cui 35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri oltre a marocchini, spagnoli, polacchi, inglesi, tedeschi, un australiano, un nepalese e un messicano"
D’altra canto, come spiega il report di Europol 2025 sulla “Situazione e sul trend del terrorismo”, tra gli “Attentati terroristici di sinistra e anarchici (compiuti, falliti, sventati) negli Stati membri dell’Ue” negli anni 2022-2024, la maggioranza sono avvenuti proprio in Italia. Nel 2023 su un totale di 32, ben 30 sono accaduti in Italia mentre nel 2024 su 21 sono 18 quelli accaduti o progettati nel nostro paese.
Per “terrorismo di sinistra e anarchico” si intendono “i gruppi terroristici di sinistra che cercano di scatenare una rivoluzione violenta contro il sistema politico, sociale ed economico di uno Stato, al fine di instaurare il socialismo e, in ultima analisi, una società comunista e senza classi” mentre “il terrorismo anarchico è un termine utilizzato per descrivere atti di violenza commessi da gruppi o individui che promuovono l’assenza di autorità come modello sociale”. Esattamente quello che abbiamo visto sabato scorso a Torino.